Chievo-Inter ed il rischio blackout: quanti punti persi nel finale

Una volta messe le mani sulla partita, il solito vizio dell’Inter è quello di staccare la spina per provare a “gestire”, detto tra virgolette, il match. Compito sempre difficile ma che soprattutto non appartiene alla storia interista, spesso beffata a causa di un atteggiamento troppo remissivo. Ed il rischio di perdere i 3 punti contro il Chievo stava diventando davvero concreto.

TRIPLICE FISCHIO?

Dopo aver sbloccato la gara nel secondo tempo ed aver messo il sigillo del secondo gol, i nerazzurri come spesso succede hanno tirato i remi in barca. Una sola azione, per altro innocua, dopo il 2-0 ed ormai consueto tentativo di gestione che fa male al carattere interista ed al cuore dei tifosi. Perchè il gol di Stepinski è nato da una disattenzione generale in fase di copertura, mentre il pallone mancato da Tomovic poteva davvero pesare tanto in chiave campionato, in una gara ormai chiusa e riaperta agli sgoccioli della sfida. Situazione già vista, purtroppo per l’Inter, troppe volte in stagione.

TUTTI I SE DEL CASO

Il blackout finale contro il Chievo è solo l’ultimo dei tanti episodi già visti in questa stagione. In principio fu la Fiorentina, in una gara giocata al Franchi da alti e bassi che ha visto la squadra di Spalletti portarsi in vantaggio. La doccia gelata è arrivata al novantesimo con Simeone, dimenticato dalla difesa nerazzurra ed autore dell’1-1 finale. Stesso risultato ottenuto venti giorni più tardi, sul campo della Spal. Inter avanti con un autogol di Vicari e pari raggiunto all’ultimo minuto da Paloschi, su un calcio di punizione, anche qui bravo a sfruttare le disattenzioni interiste. Poi ancora il Crotone, bravo a trovare l’1-1 a San Siro, anche se qui la situazione è diversa perchè la rete rossoblu è arrivata a 30′ dalla fine. Oggi siamo qui a parlare di ciò che poteva succedere al Bentegodi, l’ennesimo finale già visto ma che non si è avverato.

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OCCHI APERTI

Non bisogna mollare un centimetro nè un secondo nella corsa all’obiettivo stagionale. Serve tenere alta la concentrazione, senza farsi influenzare da ciò che circonda la squadra. Contro i gialloblu, a rincarare la dose di disattenzioni si è aggiunto anche il cambio tattico con il passaggio a 3 della linea difensiva. Uno schema che continua a convincere a fasi alterne, ma che evidentemente per Luciano Spalletti dà risposte positive. Ma questo non deve essere un alibi: per la tranquillità bisogna chiudere le partite. Ma soprattutto, evitare di riaprirsele da soli.

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