Inter, una rondine non deve più fare primavera

Inter che contro il Cagliari ha rialzato la testa ed è tornata a segnare. Tuttavia non bisogna abbandonarsi ai soliti facili entusiasmi dopo la goleada di martedì. Perché in questa stagione, così come nelle ultime, ci si è illusi troppo facilmente.

TESTA BASSA E SUBITO AL LAVORO

Inter, una rondine non basta a fare primavera. Specie quando sei una squadra nota per la vena di pazzia e l’incostanza. Il 4 a 0 rifilato al Cagliari è un buon segnale, ma va preso con le pinze. Prima di tutto perché i sardi schieravano una formazione b, specie a centrocampo, essendo falcidiati da infortuni e squalifiche. Inoltre agli isolani premeva soprattutto la sfida salvezza contro il Bologna, ed è ipotizzabile che con l‘Inter abbiano un po’ mollato il colpo anche per questo.

Inoltre i nerazzurri sono abituati a concedersi scorpacciate di goal e di magie per poi spegnersi in un batter d’occhio. Un esempio lampante è il 7 a 1 all’Atalanta dello scorso anno, il canto del cigno della squadra di Pioli, o il 5 a 0 rifilato a dicembre al Chievo. Spesso queste prestazioni superlative sono il preludio al baratro. Ecco perché i nerazzurri non dovranno godere troppo dei tre punti infrasettimanali anzi. Dovranno proiettarsi alle prossime, e decisive, ultime 5 partite. Chievo e Juve decideranno molto dell’esito finale della stagione dell’Inter. Un filotto di vittorie certamente porterebbe una ventata di entusiasmo, che però andrà mantenuto e dosato fino all’ultimo.

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Questa Inter perde la retta via facilmente e Spalletti lo sa bene. Lo ha ribadito più volte e ha dovuto usare parole e maniere forti per farsi obbedire dai suoi ragazzi. Dovrà tenere forte per la cavezza il suo cavallo pazzo, per guidarlo verso un sudato e tutt’altro che scontato quarto posto. Che cambierebbe completamente l’immediato futuro, mercato compreso.

Il Chievo non dovrà assolutamente essere sottovalutato, l’approccio dovrà essere lo stesso che di dovrà avere nel Derby d’Italia. La qualificazione alla Champions passa anche dai risultati altrui, perciò sarà necessario vincerle tutte, senza distinzioni, sperando che una buona stella porti la certezza matematica del quarto posto prima dello scontro diretto contro la Lazio. Cinque finali aspettano l’Inter, mai luogo comune fu più azzeccato. A partire da domenica pomeriggio a Verona. Testa bassa e… segnare.

 

Fonte immagine in evidenza: Fabrizio Andrea Bertani

 

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