La carica Spalletti e i tanti gol su palla inattiva fanno sperare l'Inter

Dove non arriva il gioco arrivano i calci piazzati. Ma Spalletti carica i suoi

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Sedici gol su palle inattive e ben 11 di questi arrivano di testa. L’Inter svela una nuova arma laddove col gioco stenta e non riesce ad imporsi.

Spalletti carica i suoi: “Il derby è la sfida giusta”

La Gazzetta dello Sport riporta che all’Inter tutto sembra passare dalla testa. Quella intesa come vetta della classifica ha ancora una volta frenato i nerazzurri, fragili psicologicamente (la vera testa, che non si sblocca) appena qualcosa gira storto. Ma in fondo è con la testa fisica che l’Inter si tiene in linea Champions.
Con quelle di Skriniar e Ranocchia a scacciare sabato sera la strega Benevento sono infatti 11 le reti su gioco aereo segnate dalla squadra di Spalletti in questo campionato.

In questa speciale classifica, i nerazzurri sono in… testa davanti a Lazio (9) e Atalanta (8, con una gara in meno). Da sottolineare che Skriniar e compagni sono primi anche nella classifica delle reti aeree subite. Appena 3 i gol di testa subiti. Il gioco che latita per vie centrali ma scorre soprattutto sulle fasce e la stazza fisica stanno comunque portando risultati importanti in generale sulle palle inattive. Soltanto
Juventus (18, e deve recuperare una partita) e Lazio (17) hanno sfruttato meglio i calci piazzati rispetto ai nerazzurri. Di nuovo primi in quelle subite: 4.

Il derby sarà dunque una sfida ad alta quota. Perché anche il Milan non scherza in questo fondamentale.
Se i gol di testa segnati dai cugini sono quasi la metà (6), quelli su calcio piazzato sono 12 e valgono il settimo posto assoluto.
Bonucci e Romagnoli stanno garantendo poi una buona protezione aerea a Donnarumma. Appena 3 le reti subite di testa, mentre sono 6 quelle concesse da sviluppi su palla inattiva.

Quello della fisicità della propria squadra è un concetto espresso dallo stesso Spalletti sabato notte quando gli è stato chiesto se Rafinha e Borja Valero potrebbero convivere: “Certo che sì. Ma il pallone
bisogna anche recuperarlo, e Gagliardini e Vecino lo fanno spesso. Oltre a garantire chili e centimetri decisivi sulle palle inattive a favore e contro”.
Una risposta che introduce un interessante dibattito tattico (spada o fioretto?) sul centrocampo da opporre al Milan.
Una sfida cruciale su cui lo stesso tecnico mette già un po’ di pepe. “I rossoneri stanno facendo molto bene e ci fa piacere,­ mente, sul piacere, sapendo di mentire. Arrivano a questa sfida con tranquillità, ma perché non ci dovremmo arrivare anche noi che abbiamo un po’ di punti più di loro? Vista anche il
momento col nostro pubblico, un derby in trasferta è la situazione peggiore ma paradossalmente
anche quella ideale.Giochi fuori e lì non puoi dire che ti sottrai perché le prendi. Dovremo fare una bella lotta». Ed andare oltre certi blocchi perché, ammette il tecnico, “dopo le gare contro Napoli e Juve credevo di avere scollinato, ma tutti mi dicevano ‘vedrai quando perdi la prima partita’. Avevano ragione loro…”.

 

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