Rafinha si presenta: "Icardi il primo con cui ho parlato, Spalletti è preparatissimo"

Rafinha si presenta: “Icardi il primo con cui ho parlato, Spalletti è preparatissimo”


Rafinha Alcantara è stato presentato ufficialmente. Modalità solita, diretta social sui canali nerazzurri e domande provenienti dai tifosi collegati. Tante le curiosità a cui ha risposto il brasiliano, dal suo rapporto con Icardi alla prima impressione con Luciano Spalletti. Di seguito le domande e risposte della diretta:

“Quanto è stata lunga questa attesa?
Avevo molta voglia di venire, per fortuna è andato tutto bene.

Avevi sentito Icardi prima di venire?
Sì è stato il primo con cui ho parlato, lo conosco da quando avevo 16 anni, abbiamo studiato e giocato insieme. Eravamo nella stessa classe.

Come pensi di aiutare la manovra offensiva?
Sono sempre stato un centrocampista, a Barcellona ho giocato anche da esterno, sono pronto per qualunque posizione.

Quali sono state le tue prime impressioni?
Molto buona, bello il centro sportivo, il gruppo magnifico mi ha accolto al meglio.

Pensi di poter lasciare un segno?
Spero di avere una carriera importante qui, arrivo motivato e pronto.

Hai un campione di riferimento? Chi ti ha impressionato di piu’?
Mi ricordo di Icardi fin da bambino, sono stato anche un fan di Borja Valero. Icardi non è cambiato molto fisicamente, qualche tatuaggio e più maturo.

Quanto ti ha aiutato giocare con Messi?
Innanzitutto un orgoglio giocare e allenarmi con lui, il migliore di sempre.

Come stai fisicamente?
Bene, mi sento forte, ho voglia di giocare. Sono momento difficili, la famiglia e gli amici mi sono stati vicini, è difficile stare fuori dal campo, devi dare il massimo anche mentalmente, può capitare a tutti ma le cose quando vanno male sono sempre difficili.

Chi è più forte in famiglia?
Mio padre con quello che ha conquistato in carriera.

Cosa ha detto Mauro quando ti ha visto qui?
Non ci vedevamo da tanto tempo, ci siamo sentiti al telefono ma professionalmente è stato un cambio rispetto alla prima volta.

Cosa ti ha convinto dell’Inter?
Il progetto, una squadra che gioca bene, c’è ambizione e mi piace.

Cosa pensi del campionato italiano?
Non mi preoccupa, fin da piccolo ho giocato in Spagna, l’importante è essere preparati mentalmente.

Che esultanza ti vedremo fare al primo gol?
“Non ci ho ancora pensato, sicuramente con grande gioia, sarà speciale ma ancora non ho niente in mente”.

Cosa pensi di Spalletti?
“Un allenatore completo, mi ha sorpreso, gli piace giocare ma anche molto bravo tatticamente, risalta subito la sua preparazione”.

Hai il numero 8 come Thiago Motta, anche lui veniva dal Barcellona, cosa avete in comune?
“Un grande giocatore, lo ammiro dai tempi del Barcellona, lo conosco bene, un orgoglio avere il suo stesso numero, all’Inter ha fatto benissimo”.

Che differenza c’è con tuo fratello?
“Siamo abbastanza simili ma io costruisco di piu’ il gioco, vado piu’ in verticale”.

Che hobby hai?
“Mi piace suonare la chitarra, la suono da quando ho 4 anni, mi aiuta a distrarmi e rilassarmi, la musica è importante. A cantare non sono bravo però”.

Che impressioni dai tifosi da queste prime ore?
“Sin dal primo momento in cui è uscito il mio nome ho ricevuto tanti messaggi dai tifosi dell’Inter, per me è stato importante, mi sono sentito ben voluto, ora devo dimostrare in campo questo affetto”.

Ti piacerebbe affrontare il Barcellona in Champions?
“E’ difficile ma mi piacerebbe”.

Ti chiamavano il Piccolo Principe?
“Non sapevo di avere questo soprannome, forse perché sono elegante”.

Dove arriviamo quest’anno?
“Sono una persona ambiziosa, il nostro obiettivo è la Champions, questa squadra può farcela, con questo allenatore non ho dubbi”.

Un gesto d’amore per i tifosi.
“Io dò tutto per la squadra per cui gioco, dò il massimo anche in allenamento per tutti i tifosi che mi sostengono, con l’obiettivo di vincere sempre”.

Come immagini il tuo esordio con l’Inter?
“Anche senza gol o assist va bene, mi accontento anche di un assist. Lavoro quotidianamente per aiutare la squadra”.

Giosci di piu’ per un gol o per un assist?
“Essendo centrocampista fare passaggi è molto importante, l’importante è che la squadra vinca, non fa differenza gol o assist”.

Un ricordo di Icardi nella Cantera del Barcellona?
“Mi ricordo che già al primo anno era stato promosso di una categoria, era molto alto e si vedeva che era diverso dagli altri”.

Meglio in mezzo o esterno in mezzo al campo?
“Posso fare tutto, ho sempre giocato in mezzo ma al Barca come dicevo ho giocato anche esterno”.

Che differenze ti aspetti qui dalla Liga?
“Tatticamente e difensivamente le squadre sono molto forti, il gioco qui è molto verticale e si difende molto bene. Forse in Spagna ci sono piu’ tocchi e pazienza nel gioco”.

Il tuo colore preferito?
“Azzurro”.

Il piatto?
“Il riso con i fagioli, piatto brasiliano”.

Un campione dell’Inter a cui pensi?
“Per me Adriano, era l’Imperatore, un mostro. Ronaldo un fenomeno mondiale ma all’Inter ricordo l’Imperatore”.

Come è stato l’impatto col gruppo?
“Mi hanno accolto tutti benissimo, sto piu’ vicino a chi parla spagnolo o portoghese, come Miranda. Sto tanto con i sudamericani per la lingua ma tutti mi hanno accolto bene”.

Nagatomo ti ha insegnato il giapponese?
“Parla spagnolo mi ha sorpreso”.

Che cartoni vedevi da bambino?
“Ricordo con mio fratello che guardavo Holly e Benji e Tom & Jerry. Io facevo Benji, mio fratello Holly”.

Qual è la squadra che vuoi affrontare più di tutte?
“Non vedo l’ora di giocare contro il Milan”.

Hai già visto San Siro?
“L’ho visto solo da fuori e mi ha impressionato. Non pensavo fosse così grande. Non ti dico quanto aspetto di giocare qui”.

Ti piacerebbe rimanere a lungo e vincere trofei?
“Arrivo qui per questo, è la mia mentalità”.

Capisci che c’è molta aspettativa su ddi te?
“Sì, so da dove arrivo. So cosa vuol dire la pressione e sono pronto. Arrivo da un grande club, uno di quelli che ha più pressione”.

Sei fidanzato?
“No, single”.

Continuerai a seguire il Barcellona?
“Certo, ho grande affetto per i miei ex compagni e auguro loro il meglio”.

Semifinale Champions 2010, l’Inter elimina il Barcellona. Cos’hai provato?
“Ero allo stadio, la squadra era spettacolare, completa, aveva superato uno dei migliori Barça di sempre”.

Cosa ti ha detto Zanetti?
“Lui è un esempio per tutti, potrebbe ancora giocare oggi. Ho parlato con lui al telefono, mi ha trasmesso forza e mi ha detto parole positive”.

Spalletti ti ha già detto dove ti vede collocato?
“Negli allenamenti mi sta facendo giocare in mezzo ma sa che posso farlo in varie posizioni. Mi sta spiegando la tattica e come gioca la squadra”.

Perché hai scelto la numero 8?
“Quando sono stato campione olimpico avevo la 8, qui era libero e l’ho scelto. Ho bei ricordi”.

Pensi ai Mondiali in Russia?
“Voglio pensare un passo alla volta, so che è difficile però nel calcio cambia tanto in fretta. Devo solo pensare a me e a dare tutto per la squadra, dovessi andarci sarei il più felice al mondo ma so che devo fare tanto”.

Infine, un saluto ai tifosi.
“Li ringrazio, mi sento come a casa. Grazie di cuore a tutti”.

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