SpazioInter's Stories - Il tesoro nerazzurro: Nicolò Zaniolo

SpazioInter’s Stories – Il tesoro nerazzurro: Nicolò Zaniolo


Ci sono strade nella vita di un uomo che, una volta percorse, restano impresse nella mente. A dettare i passi può essere il destino, la passione o quella voglia innata di coltivare un sogno. Una volta arrivati al bivio però, occorre valutare le scelte e saper guardare dietro di sé, per ricordare il cammino fatto e le esperienze vissute. Il percorso affrontato e gli incroci superati da Nicolò Zaniolo ricalcano le orme del padre Igor: nel suo viaggio lo ha preso per mano fino ad oggi, una volta giunto alle porte del mondo dei grandi.

UNA STRADA GIA’ SCRITTA

Papà Igor è un calciatore affermato, in attesa della grande occasione per esplodere definitivamente. Formato nella Sampdoria di fine anni ’80 e cresciuto ad osservare, con gli occhi spalancati, la prima squadra vincere per due volte la Coppa Italia, una Coppa delle Coppe e finalmente anche la Serie A, nella stagione 1990/1991. Un anno dopo quel trionfo, nel 1992, inizierà la carriera di Zaniolo, deciso a lasciare le giovanili per camminare con le proprie gambe. Ad adottarlo è l’Alessandria, in una prima esperienza in Serie C dove vivrà anche il dramma della retrocessione.

LO SPEZIA, IL SUO POSTO NEL MONDO

Dopo Alessandria arrivarono Crevalcore e Aosta senza sussulti e con poche partite all’attivo. Poi una stagione positiva alla Sanremese, prima del trasferimento allo Spezia. Igor sogna la Serie B e fa di tutto per conquistarla. Il cammino però è lungo, perché i suoi aquilotti sono in C2 e tocca salire di categoria per coltivare il grande sogno. Nella stagione 1998/1999, con i playoff raggiunti, la speranza è tanta. Ma la festa promozione viene rinviata, perché a vincere la semifinale è l’Albinoleffe. La gioia più grande però arriverà pochi mesi dopo il dramma: il 2 luglio 1999 nasce Nicolò, secondo alcuni già un predestinato.

PRIMI CALCI COL DESTINO

Papà Igor gira l’Italia da Nord a Sud, passando da La Spezia a Cosenza dove realizza il grande sogno della Serie B. Nicolò cresce osservando il padre esultare, e non può non affezionarsi anche lui al pallone. Le prime partite le gioca a Salerno, con il papà in granata e lui affidato, ancora bambino, ad una squadra satellite. Cresce con la passione per il calcio, tenendo la mano di suo padre e sperando di calcarne le orme. Dai sogni alla realtà: alcuni crederanno in lui, altri invece gli chiuderanno la porta.

LIGURIA MON AMOUR

Nicolò a 16 anni indossa la maglia viola della Fiorentina. E’ nell’under 17 ma fatica a mettersi totalmente in luce nel centrocampo toscano, oscurato da troppe ombre di un ambiente che non gli sorride. Decide così di imboccare una nuova strada di quel percorso che, insieme al papà, ha visto nella Liguria il proprio posto nel mondo. Da Firenze a Chiavari, con addosso i colori della Virtus Entella. E’ l’agosto del 2016: esattamente un anno dopo si troverà a bussare alla porta dei grandi. L’Entella per rimettersi in gioco, per tornare a remare nella direzione giusta, contro l’ostinazione di chi lo ha scaricato.

REALIZZARSI

Zaniolo junior in Liguria ha ritrovato voglia, forma e condizione. L’avventura con la Primavera della Virtus Entella comincia nel migliore dei modi: 3 gol nelle prime 9 giornate, talento cristallino e una duttilità innata nel centrocampo ligure. Da trequartista a centrale, fino alla posizione da ala destra. Ai numeri seguiranno le opportunità, con l’esordio in Serie B l’11 marzo 2017 contro il Benevento. 15 anni e 7 mesi dopo il suo papà: una strada già scritta che aspettava solo di essere percorsa. Nove i gol con la Primavera dell’Entella, ai margini della doppia cifra e con gli occhi di mezza Italia sul suo talento.

UN TESORO NERAZZURRO

Sassuolo, Roma, Juventus. E ancora, Colonia, Everton e Spurs. Queste le strade davanti agli occhi di Zaniolo, al termine della sua grande avventura ligure. Ma al bivio più importante della sua vita Nicolò ha scelto l’Inter, sposando il progetto della Primavera e sognando un ruolo da protagonista nella prima squadra nerazzurra. La società ha puntato molto su di lui, e il baby talento sta ripagando i sacrifici con prestazioni da applausi e complimenti infiniti nell’undici di Stefano Vecchi. Il tutto sotto gli occhi lucidi del padre, che rivede se stesso in suo figlio e sogna per lui un futuro radioso. Il viaggio più importante comincia adesso, ma fin quando ci sarà papà Igor a tenergli la mano, nessuna scelta farà più paura.

 

Fonte foto: screenshot




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