Il Derby lo ha vinto chi ha cambiato meno: ecco le mosse decisive di Spalletti

Derby che, come al solito, offre molteplici spunti, dando qualche risposta e lasciando ancora molte domande aperte, cui solo il tempo risponderà. La Gazzetta dello Sport ha analizzato ciò che ci ha lasciato questa stracittadina milanese.

VINCE CHI CAMBIA MENO

Derby che, dopo anni di magra, ha finalmente regalato spettacolo. Inter – Milan sembra tornata quella di un tempo, con grandi giocate, ottimi giocatori e tanto tanto spettacolo. Tuttavia, come è sempre stato e sempre sarà, la stracittadina, giudice inclemente, ha anche emesso i propri verdetti, analizzati oggi nell’editoriale della Rosea.

Ha vinto la squadra che ha cambiato meno, quella che ha cercato di mantenere la propria ossatura, senza intaccare eccessivamente l’identità della rosa. L’Inter non gioca certo il calcio champagne del Napoli, ma è tremendamente concreta e solida, e sembra sempre meno brutta ogni partita che passa. Negli scontri diretti i nerazzurri sono parsi sempre “cattivi”, mai domi e sempre pronti a reagire. Merito di Spalletti, che, senza stravolgere nulla, ha capito al volo i punti forti della squadra, attacco e blocco centrale di difesa, e da li ha costruito ciò che si poteva costruire con il resto che si è trovato a disposizione. Non una idea di gioco sontuosa, non una manovra spumeggiante, ma il necessario per ottenere i risultati.

Certo, è evidente, e Spalletti lo sa benissimo, che l’Inter ha ancora moltissimi limiti. La distanza tecnica da Juventus e Napoli è ancora grande però è anche vero che, pur stentando, si è costruito un cuscinetto non indifferente, che gli permetterà di ammortizzare eventuali flessioni.

Il Milan invece dal canto suo, annaspa alla ricerca di una identità di gioco. Aver stravolto la rosa, aver speso moltissimo ha per ora portato solamente ad un enorme buco nel bilancio. I 169, 5 milioni di passivo infatti li hanno per ora portati ad essere alla pari con il Chievo. Montella annaspa alla cieca, cercando soluzioni in un potpourri che, per ora, sembra non avere né capo né coda.

 

Fonte immagine in evidenza: Conferenza Spalletti

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