PAGELLONE 20162017 - Centrocampo: Gagliardini unica luce, per il resto molte ombre

PAGELLONE 2016/2017 – CENTROCAMPO: Gagliardini unica luce, per il resto molte ombre


La stagione 2016\2017 è terminata con la fallita qualificazione alla Champions prima e all’Europa poi. Il centrocampo è stato uno dei reparti che più ha deluso in questa annata. Ecco il pagellone sui centrocampisti dell’Inter.

PAGELLONE: BROZO E FELIPE I PEGGIORI

Felipe Melo 4.5 – Il brasiliano ha giocato solo sei mesi a Milano in questa stagione. Infatti a gennaio l’ex Galatasaray è ritornato in Brasile al Palmeiras. Nella prima metà della stagione lo si è visto comunque poco: 1 sola presenza da titolare in A (più 4 da subentrato). Più continuità ha trovato in Europa, complice l’esclusione di molti elementi causa FPF. Per lui ben 4 presenze dal primo minuto, più un’altra partendo dalla panchina. 

Nei pochi minuti raccolti in nerazzurro ha mostrato i suoi pregi e i suoi difetti: l’attaccamento ai colori nerazzurri e le doti da leader ma anche le sue scarse doti tecniche e la sua troppa irruenza. Ad incidere sulla sua valutazione anche il cartellino giallo e il rosso rimediati in campionato. Decisamente troppo per un giocatore che ha giocato meno di 200 minuti in questa Serie A.

Fonte foto: inter.it

Marcelo Brozovic 4.5 – Una delle più grosse delusioni della stagione. Dopo la partenza complicata con De Boer e l’allontanamento dalla rosa ha vissuto una piccola rinascita. Artefice della situazione Pioli. Ma dopo una continuità di rendimento importante ma breve è tornato il solito Brozovic.

Svagato, svogliato quasi apatico. Il culmine lo si è raggiunto con la prestazione horror contro la Samp. Di li in poi il rapporto già precario con i tifosi si è definitivamente rotto. Il suo futuro è quasi certamente all’estero, lontano da Milano.

Assane Gnoukouri S.V – Stagione storta questa per il centrocampista ivoriano. In campionato zero presenze da titolare ed appena 4 da subentrato, tra cui l’ormai celebre cambio con Kondogbia in Inter-Bologna.

Le cose sono andate meglio in Europa dove è sceso in campo 3 volte da titolare più un’altra presenza acquisita a partita in corso. Su di lui pesa anche lo stop di tre mesi subito a causa di un’aritmia cardiaca individuata durante le visite con l’Udinese. L’affare con i friulani venne così annullato. Annullato come le speranze di Assane di poter giocare con continuità un questo campionato.

I RIMANDATI DEL CENTROCAMPO

Geoffrey Kondogbia 5 – Il francese un anno dopo delude ancora. Prima parte di stagione disastrosa. De Boer lo vede poco, e quelle poche volte in cui lo schiera titolare non lo convince. Emblematico il cambio dopo soli 28 minuti voluto dall’olandese contro il Bologna. Sotto la gestione Pioli recupera un po’ di smalto e nelle prime uscite in coppia con Gagliardini sembra essere tornato il giocatore di Monaco.

Ma l’illusione dura poco. Dopo Torino-Inter, dove tra l’altro è andato anche a segno, la bolla si è sgonfiata ed è tornato il solito Kondo. Le voci di mercato sono sempre più insistenti ed il suo futuro è incerto. Una certezza però c’è: giocasse sempre a Torino contro i granata a fine anno sarebbe capocannoniere.

Gary Medel 5.5 – Il cileno non convince in questa stagione. Sopratutto dopo il cambio di ruolo. L’arretramento dal centrocampo alla difesa non rende meno traballante la retroguardia nerazzurra. Per il resto solita grinta e solita garra sudamericana.

La sua stagione resta comunque deludente anche dal punto di vista dell’atteggiamento. Lui che è uno dei senatori dello spogliatoio interista è apparso come uno dei primi ad aver mollato e ad aver remato contro Pioli.

I PUNTI INTERROGATIVI

Joao Mario 5.5 – Il portoghese arrivato alle battute finali del mercato estivo non ha convinto. Sbarcato come campione d’Europa e costato ben 45 milioni il suo nome ha fatto sognare i tifosi. Nel corso della stagione ha giocato in varie posizioni del centrocampo: ala, mezz’ala, trequartista, mediano.

Nel corso della gestione Pioli viene messo in ombra dalle fugaci esplosioni di Brozovic prima e Banega poi. A fine campionato trova 22 presenze da titolare condite da 3 gol e 5 assist. Buon bottino ma da un giocatore pagato 45 milioni ci si aspetta molto di più.

Ever Banega 5 – L’argentino è arrivato come uno dei migliori colpi del mercato. Preso a zero dopo gli anni vincenti del Siviglia doveva diventare il faro del centrocampo nerazzurro. La realtà ci ha però “regalato” un giocatore lontano da quello ammirato in Spagna.

L’ex sivigliano è apparso lento, lezioso e male ambientatosi nel calcio italiano. Certo ha avuto momenti topici come i gol contro le romane e la tripletta ai danni all’Atalanta, ma proprio dalla partita contro i bergamaschi il giocatore è sparito. Sulla stagione del nazionale albiceleste resta un grosso punto interrogativo.

GLI ITALIANI

Antonio Candreva 5.5 – Dal numero 87 ci si aspettava di più. Arrivato come uno dei migliori esterni del campionato doveva creare con Perisic una coppia letale di attaccanti esterni. La sensazione è quella di una grande incompiuta. Tanto impegno, tanta corsa e tanti, tantissimi cross.

Peccato che la maggior parte di essi siano finiti in zone morte del campo o addosso agli avversari. Nei numeri la stagione però non è stata affatto male: 41 presenze da titolare tra campionato e coppa, più altre 4 da subentrato. I gol sono ben 8 e gli assist 11. Bene, ma non benissimo. Antonio il prossimo anno vogliamo molto di più da te.

Roberto Gagliardini 6.5 – Il Leone bergamasco è arrivato a Milano solamente a gennaio ma il suo impatto con la realtà nerazzurra è stato il migliore possibile. Sempre trai migliori in campo, fino alla catastrofe post Torino-Inter ha retto da solo il centrocampo nerazzurro.

Dopo il match con i granata è calato anche lui, come tutta la squadra. Nonostante tutto la sua resta una buona stagione, condita anche dall’esordio in Nazionale contro l’Olanda e dalle sue prime due reti in A, entrambe con l’Inter contro Cagliari e la sua ex Atalanta. Quest’ultima rete è stata la sua prima al Meazza.

Fonte foto in evidenza: inter.it

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