Programmare il futuro, impresa non facile per i nerazzurri

Inter, altro che vacanza: ora serve programmare il futuro


Fosse per i tifosi dell’Inter, l’attuale rosa non meriterebbe vacanza ma da subito dovrebbe preparare la nuova stagione. In realtà ora viene la parte più difficile, sistemare il fair play finanziario, cedere gli esuberi, azzeccare gli acquisti, tre cose che hanno decretato l’attuale gap con la Juventus, una mal programmazione unita ad un discreto masochismo.

Allenatore, fair play, top player. Fosse facile far tutto.

Capitolo uno: allenare l’Inter.

Allenare Fc Internazionale Milano comporta stress, esposizione mediatica volontaria e non, con conseguenti spifferi che causano danni, con bombe create ad hoc, polemiche infinite, difesa sui giornali inesistente.

Il numero uno per la prossima stagione dovrebbe essere Luciano Spalletti, che quest’anno ha portato la Roma al secondo posto ma che nessuno nella Capitale potrà ringraziare perché è stato l’artefice principale dell’addio di Francesco Totti ai colori giallorossi. Pregi, se è sopravvissuto al “Pupone Day” non avrà nessuna paura di sposare il nerazzurro, con stessa pressione mediatica. Difetti, comunicazione con i tifosi e media (ultimo scontro con il giornalista di Sky Paolo Assogna) irritante.

Per il fair play finanziario entro il 30 giugno l’Inter deve mettere a bilancio 30 milioni, necessari per sistemare i conti della squadra. Tre le vie per zittire l’Uefa: vendere un pezzo pregiato, vendere gli esuberi, Suning incrementa i ricavi.

Il primo passo porta alla cessione di Perisic, unico giocatore dell’Inter con un mercato pesante che comporterebbe una grossa plusvalenza. Si parla di una base di 45 milioni ma i nerazzurri ne pretendono almeno 10 in più, con il Manchester United e il Psg pronti all’asta. Ma attenzione, su Perisic potrebbe arrivare il veto dell’allenatore, anche perché è di giocatori col carisma e la classe del croato che l’Inter deve circondarsi.

Secondo passo via gli esuberi. Purtroppo per le casse nerazzurre gli ultimi mesi hanno svalutato Murillo, Brozovic e Kondogbia, con l’effetto Pioli svanito dopo buone prestazioni. Andranno via Sainsbury, Nagatomo, Biabiany e tanti altri, ma a meno di clamorosi intrecci con lo Jiangsu Suning tutti i giocatori di troppo non porterebbero a 30 milioni complessivi.

Ultimo discorso sull’incremento dei ricavi da parte di Suning. Settimana scorsa si è parlato di una possibile cessione del marchio Inter in Cina, cosa che comporterebbe, sempre entro il 30 giugno, all’iniezione di liquidi che azzererebbe il fair play finanziario, facendo esplodere poi la potenza economica della proprietà nerazzurra.

Ci sarà da divertirsi, purché avendo tanti soldi da spendere non si arrivi al “Joao Mario-Gabigol bis”, con operazioni economiche disastrose.

 

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