Inter, domani è un altro giorno, si vedrà. Via alla prossima stagione

L’ALBA DEL GIORNO DOPO – Inter, domani è un altro giorno e si vedrà


Chiusura col sorriso dopo Inter-Udinese. Meglio vincere con 5 gol che perdere 3-1 come nell’ultima di Serie A dello scorso anno, quando 3 pappine che rifilava il Sassuolo ai nerazzurri ancora non facevano immaginare il supplizio che attendeva la squadra di Milano. E ora, da oggi, o da domani, sarà un altro giorno, sarà Spalletti o chi lo sa, si vedrà.

I TANTI ADDII, FRA CERTI E PROBABILI

L’alba del giorno dopo racconta che la nuova Inter non deve essere allenata ma educata. Con la mente libera i nerazzurri hanno nuovamente mostrato di saper giocare a calcio, con Perisic straripante sulla fascia e Eder libero di poter segnare senza Icardi in mezzo ai piedi.

IL SALUTO DI PERISIC

Proprio questi due però hanno un’alta percentuale di addio all’Inter. Se ne leggono tante, Perisic che vuole andar via, Perisic che verrà sacrificato per il fair play finanziario, Zhang che con un mega contratto per il marchio aggira il fair play.

E NIENTE EUROPA

Tutte notizie da prendere con le molle perché da oggi ufficialmente se ne leggeranno di tutti i colori. Notizie che andranno in qualche maniera a cancellare il campionato appena finito, una mattanza disumana per chi segue l’Inter che ha visto 4 allenatori in panchina, una vittoria con la Juventus dopo la prestazione horror in Europa League, la gioia del Beer Sheva, del Southampton e di una competizione europea presa come fosse un gioco, due derby risolti a pochi secondi dalla fine, nel bene e nel male con ultima ciliegina due mesi con 2 punti in otto partite.

E il Milan lì, ad un punto di distacco.

ADESSO TESTA AL FUTURO

Non servono top player cara Suning, se per tali ti spacciano Joao Mario e Gabigol. Serve gente che la maglia la sudi dal primo all’ultimo minuto, gente che abbia il cuore di Rodrigo Palacio, ieri ai saluti e che corra come Zanetti, vicepresidente troppo silenzioso per la storia che ha scritto. Poi prendete chi volete per allenare l’Inter, tanto i ragazzini prima vanno educati (vero Brozovic?) poi allenati, ma senza anima non si va da nessuna parte, senza rispetto per chi, ieri, ha riempito San Siro in 36.000 posti.

 

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