Fiorentina Inter: il crollo tattico del secondo tempo: cosa succede a centrocampo?

Inter, contro la Fiorentina crollo tattico del secondo tempo: cosa succede a centrocampo?


Una delle chiavi tattiche, oltre allo scempio dal punto di vista caratteriale, di Fiorentina Inter è stato lo squilibrio che ha consentito ai viola di ribaltare la partita. A partire dal secondo tempo, i nerazzurri hanno subito le ripartenze di Babacar e compagni. Le colpe, però, non sono da attribuire solo alla difesa.

FIORENTINA INTER, DOVE SONO I CENTROCAMPISTI?

Tentare di capire cosa è successo al Franchi nel secondo tempo è impresa ardua. Ancora più difficile è tentare di discostarsi dalla componente psicologica. L’Inter non c’è più, punto. Nella testa, ma anche nei dettami dati da Stefano Pioli. Non è un caso che, anche oggi, è venuto a mancare l’ordine tattico in tutte le situazioni di gioco. Innanzitutto, la seconda partita di fila in cui l’Inter prende gol da calcio piazzato. La “marcatura” su Astori in occasione del corner del 2-2 è stata ben più che deficitaria. Il gol del difensore fa coppia con il 2-2 nel Derby. 

A centrocampo, poi, è stata un disastro. Gagliardini, che è comunque umano e quindi risente del crollo dell’intera squadra, non è più la metà di quella diga formata con Kondogbia. L’ultimo baluardo prima di arrivare a Medel e compagni non è più così insuperabile: Vecino si inserisce da tutte le parti. L’ex Atalanta perde il numero 8 sul primo gol viola. Il 3-2, poi, è indescrivibile. Sempre Vecino prende palla e percorre 20 metri palla al piede senza incontrare opposizione alcuna: dove sono Kondogbia e Gagliardini in quell’occasione? Lo squilibrio visto a partire dal 3-2, poi, è indecente. Babacar si invola solo davanti ad Handanovic. Medel, solitamente impeccabile, non interviene tempestivamente. Miranda viene infilato da tutte le parti, arrivano cross su tutte le fasce. I gol dell’1-0 e del 5-2 arrivano dalla fascia di Nagatomo, incapace di fermare Milic prima e Salcedo poi.

8 PARTITE, 18 GOL SUBITI: SOLO COLPA DELLA DIFESA?

L’Inter ha una difesa colabrodo, lo dimostrano i numeri. 18 gol subiti in 8 partite sono un’enormità per una squadra che, a fine febbraio, poteva ancora credere nella Champions League. Con la sola eccezione di Bologna, Handanovic ha sempre raccolto almeno 2 palloni in fondo alla rete. Una media spaventosa. Ma la domanda è lecita: si può sempre e solo difendere in 4? Davvero le colpe sono solo di Handanovic, Miranda, Medel, Ansaldi, Nagatomo e D’Ambrosio? Le grandi squadre sanno soffrire e attaccare insieme. Cruijff, fautore del calcio totale, si sta rivoltando nella tomba.

E’ tempo di sfatare un tabù: no, non difende solo la difesa. Serve copertura a centrocampo. E se a doverla garantire è Kondogbia, capace tanto di recuperare palla quanto di perderla senza rientrare, allora è un problema. A maggior ragione se, andando oltre la linea di centrocampo, si trovano ben 4 giocatori offensivi: Perisic e Candreva tardano sempre a rientrare dopo l’azione offensiva. Le fasce, quindi, restano scoperte. Da lì sono arrivati tre gol su cinque stasera. Probabilmente, è tempo di mandare il glorioso 4-2-3-1 in soffitta. Tanto più che, quando le cose vanno male, bisogna innanzitutto tentare di limitare i danni. Una formazione tanto squilibrata, probabilmente, non è la soluzione ideale per questo periodo nerazzurro. Pioli, nelle ormai poche partite che, sicuramente, gli rimangono, deve cercare di trovare un minimo di equilibrio. Perché va bene non avere più obiettivi concreti, ma da qui a fare figuracce per i prossimi 450 minuti ce ne passa. E tanto.

Copyright © 2015 Cierre Media Srl

Preferenze privacy