Pioli-Inter i cinque motivi per non proseguire insieme

Pioli-Inter, i 5 motivi per non proseguire insieme

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Gli ultimi risultati negativi, da ultimo il derby sfuggito al ’97 di ieri, hanno messo in cattiva luce Stefano Pioli e gettato ombre sul suo futuro alla guida dell’Inter. Cerchiamo di elencare le cinque motivazioni per le quali sarebbe opportuno cambiare allenatore:

1. CROLLO NEI MOMENTI CHIAVE

Stefano Pioli ha ereditato un’Inter non sua, con tutte le difficoltà e insidie del caso. Ha ottenuto una striscia di vittorie consecutive e ha fatto in modo che in casa nerazzurra rivivessero speranze di rimonta Champions. Se però si analizza il cammino della compagine nerazzurra, si nota come nei momenti chiave la squadra si sia sciolta come neve al sole. Le sconfitte con Napoli, Juventus, Roma, Lazio in Coppa Italia ne sono l’esempio più lampante. Ma anche il pareggio col Torino le sconfitte con Sampdoria e Crotone e il derby di ieri. Troppo perché si continui a dare fiducia ad un allenatore incapace di imporsi nei momenti decisivi.

2. SCELTE SBAGLIATE

I risultati negativi non sono frutto del caso. Le sconfitte contro le prime tre della classe sono il risultato di scelte sbagliate fatte dall’allenatore. Prima a Napoli quando, con una squadra ancora scottata dalla gestione de Boer, decide di schierare un modulo offensivo volendo ostentare personalità e sfrontatezza al San Paolo. Il risultato sarà impietoso. Un secco 3-0 in favore del Napoli e niente alibi per i nerazzurri.

Con la Juve nonostante un ottimo primo tempo, nella seconda frazione di gioco manca la reazione al gol subìto. Pioli in quell’occasione schiera una formazione più prudente, andato in svantaggio non cambia, l’Inter non sarà pericolosa praticamente mai nel secondo tempo.

Infine la Roma. Partita che si gioca in casa e che si deve vincere a tutti i costi. Formazione anche questa volta prudente con la scelta di Brozovic nel ruolo di trequartista. Ancora una volta un errore, ancora una volta una sconfitta dolorosa.

3. GESTIONE SBAGLIATA DEGLI UOMINI

Candreva non viene mai sostituito, Perisic sempre. Entra Biabiany, Gabigol non gioca mai. Sono solo alcune delle scelte sbagliate di Pioli. Scelte che incidono anche sul morale dei giocatori oltre che sul risultato della partita. Ieri nel derby c’è stata l’apoteosi dell’errore. Esce Perisic, fondamentale fino a quel momento per contenere Suso. Entra Eder, giocatore non eccezionale nella fase difensiva. I due gol subiti sono stati presi proprio sulla fascia sinistra dell’Inter, li dove c’era Eder e mancava Perisic. Perché non sostituire Candreva?

Gabigol non gioca mai. Ieri addirittura è entrato Biabiany, dato per disperso fino ad oggi. E pure Gabriel Barbosa non ha fatto male nei pochi spezzoni di partita in cui è entrato. Anzi, ha anche deciso la trasferta di Bologna con un suo gol. E pure Pioli a gennaio lo aveva voluto tenere in rosa e non cederlo in prestito perché puntava sul giocatore.

4. MANCA ESPERIENZA INTERNAZIONALE

Ad un’Inter che vuole tornare protagonista prima in Italia e poi in Europa, non corrisponde una guida tecnica con esperienza tale affinché questo passaggio possa compiersi. Troppo poco un preliminare di Champions giocato e perso con la Lazio perché si possa parlare di esperienza internazionale a grandi livelli. Pioli ha affrontato tante gare di Europa League, ma si sa che in Champions è tutt’altra storia, e in tutta onestà siamo stanchi di non partecipare alla massima competizione europea. Le grandi sfide europee, le magiche notti di Champions, necessitano di un allenatore all’altezza del palcoscenico. Pioli può essere uno di questi? Il dubbio è grande.

5. TROPPO FORTE IL RICHIAMO DI UN TOP ALLENATORE

La voglia di far tornare grande l’Inter è chiara da parte della società. I nomi che si rincorrono in questi giorni per un eventuale sostituto di Pioli, ne sono l’esempio. Da Sampaoli a Conte, passando per il sogno di tutti i tifosi nerazzurri, “El Cholo” Simeone. Se questi sono i nomi, se c’è davvero la possibilità di riabbracciare Simeone, un doveroso ringraziamento a Stefano Pioli e un addio, a quel punto poco doloroso e senza rimpianti.

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