Inter Sampdoria, l'ennesima prova di maturità fallita. Ora si rischia anche di perdere l'EL?

Inter-Sampdoria, l’ennesima prova di maturità fallita. Ora si rischia anche di perdere l’EL?

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Inter Sampdoria, visto il pareggio del San Paolo tra Napoli e Juventus, era un’occasione da non perdere per i nerazzurri. Una vittoria avrebbe riportato i nerazzurri a -6 dal terzo posto dei partenopei. Gli uomini di Pioli, però, hanno fallito l’ennesimo banco di prova.

INTER SAMPDORIA, DA CHANCE D’ORO A PIETRA TOMBALE

Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. In questa frase, e parzialmente in due settimane, si può in breve riassumere la stagione dell’Inter. Nonostante una partenza ad handicap per via della situazione creatasi con de Boer (e, andando più a monte, con Mancini), i nerazzurri sembravano aver trovato il giusto passo. Ma, per chi è costretto a rincorrere, ogni gara è una finale. Alcune più delle altre. Quando sei dietro, e classifica alla mano non sei padrone del tuo destino, devi sperare in un errore, ed approfittarne. Nel primo, l’Inter è maestra: alzi la mano chi non ha quantomeno sperato, per non dire “tifato”, una vittoria della Juventus al San Paolo. Nella seconda, però, l’Inter ha chiaramente dimostrato di non saper approfittare della manna caduta dal cielo.

Inter Sampdoria, Inter-Lazio, Inter-Roma, Juventus-Inter. In queste quattro partite si dimostra l’immaturità dei nerazzurri. E se il match dello Juventus Stadium è stato un successo quantomeno dal punto di vista dell’atteggiamento, se non del risultato, i tre match interni, due di campionato ed uno di Coppa Italia, quello coi biancocelesti, sono stati raccapriccianti. Iniziando dal dentro o fuori con i biancocelesti: un buon avvio, rovinato però dal gol di Felipe Anderson nel primo tempo e da Biglia nel secondo. A poco è servito il gol della bandiera di Brozovic, non a caso uno dei simboli del fallimento nerazzurro.

MENTALITA’ NON VINCENTE ED ERRORI INDIVIDUALI: E’ FINITA LA CORSA?

La partita di San Siro con i biancocelesti ha dimostrato che, quando il match conta, spariscono tutti. Tutti. Persino Miranda, difensore esperto e sempre impeccabile, ha commesso il fallo da rosso che ha portato al 2-0 di Biglia, lasciando l’Inter sotto di due gol ed in 10. Con la Roma, la grande chance: vincere per avvicinarsi al terzo posto e, potenzialmente, anche al secondo. Risultato? 1-3 con i nerazzurri evanescenti per gran parte della gara. Contro la Sampdoria ieri a San Siro, un’opportunità d’oro: con una vittoria, l’Inter arriva a sei lunghezze dal Napoli, che tra una settimana giocherà all’Olimpico contro la Lazio. Risultato? 1-2, con un atteggiamento difensivo ed offensivo a dir poco raccapricciante, racchiuso nell’insensato fallo di mano di Brozovic, nell’ennesima prova piena di cross sbagliati di Candreva e, va detto, nei discutibilissimi cambi di Stefano Pioli.

E ora? La rincorsa alla Champions è ben più che compromessa: è finita. E se non è la matematica a condannare l’Inter, lo sono i fatti. Tra due settimane, questa sarà una classifica parziale (e potenziale) delle ultime due giornate: Napoli 2, Lazio 4 (con una vittoria nello scontro diretto), Inter 3 (se vince a Crotone). Se non è un suicidio sportivo questo. Ed ora anche l’Europa League, con l’Atalanta a +3 e il Milan a -1 con il Derby da giocare, rischia di diventare l’ennesimo obiettivo fallito di una stagione cominciata male e (il rischio c’è) finita peggio.

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