Eder parla della sua gara in Nazionale, da panchinaro a talismano

Eder: “Mi sento importante pur giocando poco, anche all’Inter”


Martins Eder due anni fa ha provato la stessa sensazione di essere l’uomo giusto al momento giusto in Nazionale. All’epoca fu Conte a scoprirlo, ora è Ventura che se lo coccola e l’oriundo ai microfoni di Rai Sport nel post gara con l’Olanda spiega le sue idee.

Eder: “Voglio far parte di questo gruppo pur rispettando le scelte di Pioli”

Martins Eder è stato il migliore in campo contro l’Olanda, prestazione da 7 in pagella ne La Gazzetta dello Sport con questa motivazione: “Eccolo qui, nella sua migliore versione di attaccante universale. Copre, recupera, tira. Il gol è un gioiellino di balistica: ma un tandem Belotti-Eder no?“.

Ai microfoni di Rai Sport l’interista spiega: “In Nazionale mi sento sempre importante, il mister dà fiducia a tutti. Siamo un gruppo forte: dalla base ai giovani che sono arrivati. Ventura punta su tutti: su Eder, su Petagna, chiunque va in campo deve dare il massimo. Io so solo che devo far parte di questo gruppo: se poi gioco dall’inizio o no, non importa. Anche all’Inter c’è un allenatore che fa il suo lavoro: io faccio il mio, poi la domenica decide lui. Quando sono stato chiamato per giocare – 10’, 15’, 20’ o 90’ – penso di aver fatto bene. Io faccio sempre il mio lavoro”.

E’ questione di fiducia, Eder sa bene che nelle big può capitare di non essere imprescindibile. Ma vede una Nazionale che da unico interista apre la strada ad altri tre compagni del club. Col gol in amichevole che serve per stimolo in più. Perfetto per il 3-5-2, collocabile nel 4-2-4 e adattabile anche nel 4-3-3, con corsa e sacrificio che la panchina dell’Inter non ha scalfito.

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