Candreva Pioli il passato sembra alle spalle; l'87 ormai faro della squadra

Candreva Pioli il passato sembra alle spalle; l’87 ormai faro della squadra


Candreva Pioli sembra tornato l’idillio. Con l’arrivo dell’ex tecnico della Lazio, il centrocampista classe’87 sembra tornato ad alti livelli.

 

Dal gelo alla Lazio alla riunione in nerazzurro il passo è stranamente brevecandreva-pioli

Quando, nel caos post DeBoer, dal tanto chiacchierato casting emerse come vincitore Stefano Pioli in molti rimasero sorpresi, soprattutto ‘per ciò che sarebbe potuto accadere con Antonio Candreva. Sembrava infatti che tra i due non scorresse eccessivamente buon sangue. Quando il centrocampista militava ancora nella squadra della capitale infatti, il tecnico gli aveva tolto la fascia di capitano, preferendogli l’argentino Biglia.

Ma le ipotesi nel calcio lasciano il tempo che trovano. Con il nuovo tecnico infatti, Antonio è tornato a giocare ad altissimi livelli, diventando, da titolare inamovibile, un giocatore decisivo per gli schemi dell’Inter.

L’uomo dei match importanti, in attesa dello scontro del cuore.

Combattere i nemici è effettivamente una battaglia già di per sé difficile. Figuriamoci dover lottare contro la propria famiglia, i propri amici. Un vero e proprio salto mortale del cuore. Ecco ciò che aspetta nella prossima giornata i nostri Pioli e Candreva, con il secondo soprattutto estremamente coinvolto contro la sua squadra del cuore. Tuttavia dopo la cura Pioli, il romano ha siglato ben 3 reti in sette partite (dopo 12 gare di astinenza), col Sassuolo ieri (rete da 3 punti) e nei big match con la Fiorentina e con il Milan, rivelandosi decisivo nei momenti che contano.

Inoltre è giunto il momento di “sistemare le cose” dato che l’Inter in passato è sempre stata la preda prediletta del numero 87 quanto a reti siglate. Come con l’allenatore, è giunto il momento di lasciarsi il passato alle spalle, di dimenticare i tempi nella capitale e riportare alla gloria i nerazzurri. Ora sono sono qui e conta solo il presente, amici o no, a contare ora è solo l’Inter.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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