LA PARTITA AI RAGGI X - Inter-Genoa nel segno dei centrocampisti, ma difesa e attacco devono migliorare

LA PARTITA AI RAGGI X – Inter-Genoa nel segno dei centrocampisti, ma difesa e attacco devono migliorare


Inter-Genoa ha visto la sesta affermazione consecutiva in casa dei nerazzurri tra campionato e coppa. Sesta panchina interista per Stefano Pioli, che ha colto la terza vittoria con un modulo visto nella partita precedente contro lo Sparta Praga. Un 3-4-3 con l’esclusione a sorpresa di Perisic dall’undici titolare e l’inserimento di Palacio ed Eder nel tridente con Icardi, con Candreva più arretrato. Analizziamo le chiavi dell’incontro:

DIFESA A 3 – Rappresentava il più grande interrogativo. Dopo il poco impegnativo test con i cechi, il match di ieri era di gran lunga più probante e così è stato, almeno nel primo tempo. I nerazzurri hanno annaspato per larghi momenti, con i rossoblu che spesso hanno affondato sulla destra con irrisoria facilità grazie allo scatenato Lazovic. I movimenti non sono stati sincronici tra i reparti, con i tre centrali spesso colti impreparati dall’accentramento degli esterni e dai seguenti inserimenti. Il reparto mediano composto da Brozovic e Joao Mario ha ancora difettato dal punto di vista del filtro e solo il goal di Brozovic ha comportato una relativa sicurezza nella seconda frazione di gioco.

FASE OFFENSIVA NULLA – I primi 45 minuti si sono segnalati per una bruttezza estetica evidente del (non) gioco interista. Il tridente avanti era poco rifinito, ma si muoveva spesso in maniera casuale, con Palacio ed Eder senza posizioni stabili. Se l’oriundo azzurro non ha toccato un pallone, il Trenza ha sempre dimostrato sagacia tattica, salvo poi vanificare il tutto con una condizione fisica non più congeniale e con banali errori tecnici. Il caos ha penalizzato il povero Icardi, che si è messo in evidenza solo con singole iniziative personali, come quella che ha condotto al corner del goal del vantaggio.

felipe melo inter inter-juve

FATTORE MELO – Il cambio dell’intervallo con Melo per Eder ha ridato equilibrio alla squadra di casa. L’ex Juve ha guidato il pressing, ha protetto meglio la linea difensiva, ha aggiunto reattività sulle palle vaganti e ha permesso a Joao Mario di essere più letale. Il portoghese infatti, sacrificato come regista davanti la difesa, ha fatto valere la sua progressione e la sua visione in una posizione più vicina alla porta avversaria. Da una sua progressione è nato il raddoppio di Brozovic, ancora letale con la sua ottima capacità di inserimento

CANDREVA RIDIMENSIONATO – Ha colpito la posizione molto sacrificata dell’ex laziale, che agiva da tornante e non da esterno d’attacco. Ha dovuto coprire una porzione di campo più vasta, ripiegando spesso all’indietro e contrastando la velcoità dei vari Laxalt, Ocampos e Ninkovic, riuscendo a pieno nell’intento. In compenso, si è visto di rado in avanti. Poche volte è andato sul fondo per crossare, i rifornimenti a Icardi sono stati inferiori. La sua qualità non risulterà eccessivamente compressa se lo schieramento base dovesse rimanere questo?

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