Mercato Inter, i conti, tecnici, non tornano: tanti doppioni e figure mancanti

Mercato Inter, i conti, tecnici, non tornano: tanti doppioni e figure mancanti


Mercato Inter, Suning ha tirato fuori il grano e lo tirerà ancora. Ma un conto è spendere tanto per, un altro è farlo con raziocinio.

MERCATO INTER, DOVE SI DOVEVA INTERVENIRE

Il mercato è stato scintillante, inutile negarlo, almeno per alimentare prime pagine e sogni di mezza estate. I soldi spesi per Candreva, Joao Mario e Gabigol sono segnali di chi vuole essere protagonista e non comparsa. Oltretutto, le intuizioni di Banega e Ansaldi sembravano poter essere funzionali. Ecco, sembravano.

Una premessa: la maggior parte dei giocatori in rosa non è scarsa. Soprattutto il reparto offensivo può vantare un grandissimo centravanti, ottimi esterni, centrocampisti di qualità e anche qualche rincalzo che, come Eder e Jovetic, qualcosa potrebbe garantire. Anche coppia centrale e portiere farebbero dormire sonni tranquilli in situazione di normalità. Normalità, parola inesistente negli ultimi anni, tranne in parte del secondo interregno di Roberto Mancini, che una quadratura per alcuni mesi l’ha saputa costruire e mantenere. Il problema è che mancano giocatori di spessore in reparti nevralgici: i terzini sono un problema atavico. Nessuno dei 4 in rosa, ci mettiamo pure il deludente Ansaldi, riesce a coniugare le due fasi e a offrire continuità nel lungo periodo. Oltretutto manca un vero regista/uomo d’ordine a centrocampo, carenza non ancora colmata dall’addio di Thiago Motta. E certo che di tempo ne è passato. Medel è un ottimo mediano, anche difensore centrale, nonché equilibratore. Presenza sottovalutata e addirittura disprezzata in alcuni frangenti. Kondogbia è una grande sòla ormai accertata, un uomo e un giocatore incapace di riprendersi da un torpore preoccupante per lui e irritante per chi gli sta intorno. Servirebbe dunque un grande ragionatore vicino al cileno o in sua sostituzione nel caso in cui la sua natura da difensore possa finalmente essere sfruttata anche a Milano. Oppure un grande difensore centrale che abbia dimestichezza con il giocare con la linea alta. Mica è un caso che Miranda e Murillo giocassero alla grande con baricentro basso e ottima copertura della mediana.

MERCATO INTER, TROPPI DOPPIONI

mercato inter Joao Mario e Banega sembrano essere giocatori simili, con il primo che ha meno genio, ma più poliedricità dalla sua. Più ruoli da occupare e più sistemi a cui adattarsi. Banega invece ha più spunti palla al piede, ma sembra un lusso che l’Inter non si può permettere attualmente. La fase di non possesso non l’ama particolarmente e in Italia ha poco da fare oltre che il trequartista puro vecchia maniera. Joao Mario, che in Portogallo faceva l’esterno d’attacco, ruolo già abbondantemente occupato, ha fatto vedere di poter offrire un buon contributo come trequartista ma anche come mezzala. Non si snatura troppo e offre equilibrio senza far venire meno le sue qualità, a differenza della posizione da mediano puro. Al momento la certezza pare solo Brozovic, che ovunque si metta riesce a far bene. Il cruccio è che questi gicoatori sono tutti abbastanza simili, delle mezzali o trequartisti di qualità con caratteristiche non prettamente uguali, ma dalle peculiarità offensive affini. O loro, o mediani tutta grinta e pochi piedi. Con buona pace dell’uomo d’ordine, preziosa via di mezzo assente.

In attacco si è creato un caos incredibile. Il tridente titolare è quanto di meglio si possa avere per un 4-3-3 o un 4-2-3-1, ma il resto della ciurma non è all’altezza e non riesce a supportarlo. In pancina ci sono dei giocatori come Eder,  Jovetic e Palacio che combinano ben poco. Il primo, a parte ieri, qualcosa mostra quando schierato, seppure la sua dimensione ideale rimanga, senza offesa, la squadra di provincia. Palacio è consunto e non ha più il passo per fare il tornante di fascia. Jovetic è tutto tranne che esterno, non può giocare al posto di Icardi e dunque rimane un lusso inutile, visto che in 10 minuti raramente può essere incisivo. Fa parte di quella razza di giocatori che hanno bisogno di sentirsi importanti per rendere al massimo. Il 4-4-2 potrebbe essere una soluzione, recuperando lui o Eder al fianco di icardi e arretrando le posizioni di Perisic e Candreva. Peccato che in mezzo al campo in tanti rimarrebbero fuori e scontenti. E si ripresenterebbero i soliti dubbi: chi fa il regista? Ma quindi la rosa è da riadattare?

In tutto ciò non si è citato Gabigol, arrivato e presentato come una divinità e accantonato come il peggiore dei Vampeta o dei Pacheco. Colpa di una società che ha voluto imporre un colpo a effetto non richiesto, ma anche di qualche allenatore poco coraggioso. Ma almeno quando c’è poco da perdere non si potrebbe buttare nella mischia al posto di un Palacio? Almeno può mostrare di saper davvero fare qualcosa. Incomprensioni frutto di strategie che hanno badato più alle opprtunità in giro e agli affari di un procuratore che all’idea precisa di una squadra. Eppure Mancini una rotta l’aveva tracciata. Sarebbe bastato seguirlo.

 

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