Disfatta Inter a Napoli. Il centrocampo non regge e la difesa crolla.

Inter, centrocampo assente e difesa imbarazzante. Col Napoli è ancora disfatta


Disfatta Inter a Napoli. Il centrocampo non regge e la difesa crolla, l’Europa si allontana.

Ancora una volta, una in più tra le tante, ci troviamo ad analizzare qualcosa che sembra inspiegabile. Forse anche improponibile ad un interista, ad un tifoso. Cercare nuovamente di comprendere dove stia il problema, quale sia l’ingranaggio da sostituire, quale sia il tassello mancante dell’Inter che per organico dovrebbe lottare quantomeno per l’Europa e invece arranca a metà classifica.

Alti e bassi continui in una stagione paranormale, vittorie epiche e sconfitte imbarazzanti continuano ad alternarsi in pochi giorni. Dalla rinascita di lunedì al baratro di stasera, sono passati solamente quattro giorni eppure, stessa formazione, risultato invertito.

Il match del San Paolo, ha mostrato per l’ennesima volta i limiti, più che tecnici o fisici, soprattutto mentali di un collettivo che si arrende all’avversario non appena perde il controllo della gara. Sia che si trovi in vantaggio (come con la Fiorentina) che in svantaggio come stasera. Così facendo perde il controllo del centrocampo che si disunisce facendo capitolare una difesa tecnicamente inferiore rispetto agli altri reparti.

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Al San Paolo stasera non c’è stato collegamento tra difesa e centrocampo, con il solo Brozovic a cercare inutilmente di creare qualcosa. Ma è mancato il supporto dei compagni di reparto, troppo spesso assenti. Poi, con una difesa imbarazzante sulle ripartenze e senza attenzione nelle marcature, il Napoli ha fatto davvero ciò che voluto in attacco.

L’unico reparto realmente valido di questa Inter, resta probabilmente quello offensivo. Ma la sfortuna sulle conclusioni a rete è divenuto un alibi troppo inflazionato. Finte e colpi di tacco dovrebbero forse lasciare più spazio a concretezza e cinismo.

Con questa ennesima sconfitta, squadra e società sono arrivati ormai ad un punto di non ritorno. Cambiare marcia, testa e volontà o trascinarsi alla fine di una stagione da media classifica. Questi infiniti saliscendi non fanno onore né alla maglia né ai tifosi che continuano a sperare con tanta pazienza … o con ciò che ne rimane.

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