Ausilio: "Non firmo per il pareggio, abbiamo lavorato molto sulla difesa. Seconda punta? Perchè no"

Ausilio: “Non firmo per il pareggio, abbiamo lavorato molto sulla difesa. Seconda punta? Perchè no”


Piero Ausilio è stato intervistato su Radio Deejay da Fabio Caressa e Ivan Zazzaroni nel corso del loro consueto appuntamento del sabato sull’emittente radiofonica. Il direttore sportivo dell’Inter è stato sollecitato su temi diversi, ma la prima domanda non poteva non essere sull’imminente derby e su come lo sta approcciando il nuovo tecnico:

“Abbiamo grande fiducia, ho visto l’ambiente determinato e abbiamo fatto un bel lavoro, specie sulla fase difensiva. Ci arriviamo bene, anche se poi in novanta minuti possono succedere tante cose. Ma non firmo per un 2-2, in nessun derby ci si può accontentare. Dobbiamo fare tutto per vincere questa partita, mettendoci la giusta organizzazione. Il modulo 4-3-3? C’è ancora un allenamento, e poi perché escludere una seconda punta. Pioli è felice degli uomini che ha e soprattutto della disponibilità che gli hanno dimostrato in questi giorni”. 

Molto positive le parole spese sulla società e sulla dirigenza, sia passata che attuale, sottolineando come non si avverta distacco con nessuna delle tante componenti presenti, nonostante la lontananza fisica:

gabigol-pioli“Steven non è andato mai via da Milano, è rimasto qui per 15-20 giorni venendo spesso alla Pinetina. L’idea di una Cina lontana non la avvertiamo affatto. Thohir via? Per favore, Thohir è il presidente, e ha una passione smisurata per l’Inter. Ha fatto tutto per il bene dell’Inter, compreso il fatto di mettere il club nelle mani di Suning che secondo me è stato un gesto di grande affetto. E comunque lui è il presidente ed è coinvolto nelle nostre scelte. Se Zhang Jindong può comprare anche il Pisa? In tanti hanno bisogno di investitori così adesso”.

Una menzione anche per Gabigol, argomento delicato di questa pausa per le Nazionali e destinato ancora a non entrare stabilmente nelle gerarchie tecniche della squadra. Il paragone con Coutinho è immediato:

“Quando arrivò si disse che era gracile, Rafa Benitez lo faceva giocare sì, ma a intermittenza, e poi abbiamo dovuto darlo in prestito. Gabigol viene da un campionato diverso, in allenamento dimostra di avere un atteggiamento positivo. Deve capire il nostro calcio”.

Chiusura sul mercato di gennaio, dal quale pare non ci si possa aspettare grande cose e ulteriori investimenti roboanti:

“Dobbiamo rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario, è in quel momento che si presenta il conto. Non aspettiamoci ulteriori investimenti, prima va ridotta la rosa. Dall’anno prossimo sarà tutto diverso”.

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