Ts - Il Milan aspetta e riparte, l'Inter crossa più di tutte

Ts – Il Milan aspetta e riparte, l’Inter crossa più di tutte


Interessante confronto numerico, quello fatto da Tuttosport sull’imminente derby di Milano: i nerazzurri, infatti crossano molto, arrivando al record di traversoni in questo campionato, con una buona percentuale di riuscita. Il Milan, invece è ultimo nella classifica delle giocate utili, ma quando riparte è letale.

Le giocate in grado di creare superiorità non sono garanzia di bel gioco, ma sono un indice di qualità dei giocatori abbastanza deciso. La squadra che produce le azioni individuali più letali è la Juventus, con Roma e Inter subito alle spalle. Poco staccate anche Lazio e Napoli. L’unica eccezione è il Milan di Montella, ma per via di giuste argomentazioni: i rossoneri non hanno palleggiatori in difesa e a centrocampo, per questo si preferisce non badare alla costruzione del gioco da dietro, lasciando il compito agli altri. Questo atteggiamento sprona gli avversari, convinti di poter vincere. Un accorgimento psicologico, prima che tattico, perché Montella può affidarsi al fattore sorpresa e alle ripartenze sugli esterni, puntando su due giocatori con visione di gioco e personalità: Suso e Bonaventura, i due fulcri del gioco rossonero. Dai loro piedi nascono praticamente tutte le occasioni più importanti, con l’aggiunta delle improvvise accelerazioni di Niang. L’esempio cardine di questo atteggiamento risultato vincente è la partita con la Juve grazie alla percussione di Locatelli, bravo a sfruttare il suggerimento proprio di Suso. pioli

L’Inter, invece, è l’opposto dei rossoneri: molto possesso nella metà campo avversaria e una ricerca spasmodica del cross. Mentre gli esterni del Milan tendono ad accentrarsi, quelli nerazzurri puntano l’avversari, saltandolo e andando al cross. Il problema è che l’area di rigore è occupata dal solo Icardi, che spesso viene accerchiato negli ultimi 16 metri. Cosa può fare Pioli per cambiare questo andazzo negativo della gestione de Boer? Dare più equilibrio: la sua Lazio giocava col baricentro più basso, arrivando ugualmente al cross più di tutte in serie A, il tutto probabilmente grazie a Candreva, una macchina da guerra sulla destra: produce circa un cross ogni 120 secondi di possesso palla. Pioli, probabilmente, gli chiederà di variare di più le traiettorie di gioco.

L’anno scorso a Milano, contro i rossoneri, Pioli ottenne un pareggio per 1-1 con un atteggiamento prudente: il 4-3-3 in fase di non possesso diventava un centrocampo a 5 con gli esterni molto bassi, consentendo alla difesa di restare bassa e stretta per evitare corridoi per gli avversari. Il 4-3-3 dell’olandese, invece, era più scriteriato: troppi metri tra i terzini e il centrocampo, senza poter coprire le linee di centrocampo. Questi sono gli accorgimenti probabilmente introdotti da Pioli. Il segreto, però, è l’umiltà e la coesione: giocare insieme, puntando sulle caratteristiche dell’avversario e sfruttando i punti di forza.

I nuovi, in casa Inter, faticano a trovare la giusta collocazione: Banega e Joao Mario su tutti. Chissà cosa farà il nuovo tecnico. Il portoghese aveva ben figurato agli Europei come esterno sinistro, bravo anche nei fraseggi, ma in mezzo al campo non ha capacità di posizione e contrasto, e la lontananza dalla porta perde la possibilità di sfruttare i suoi inserimenti. Banega è un discorso ancora più complesso. Viene dal calcio spagnolo, fatto di triangoli e passaggi corti. Qui tutto è improvvisato, e l’argentino non ha il riferimento per giocare a 1-2 tocchi. Alla fine la sua visione non viene valorizzata per mancanza di smarcamento da parte dei suoi compagni. Pioli potrebbe anche preferirgli Brozovic. Infine, l’eterno problema: Gabigol. Strapagato come Kondogbia, è l’ennesimo rebus da risolvere. Meriterebbe più spazio come seconda punta, affianco ad Icardi.

Nel Milan, invece, i cavalli di ritorno Suso e Niang hanno funzionato, ma il vero innesto è stato Locatelli al posto di Montolivo. Ricorda Albertini nella posizione e nelle movenze, ma deve acquisire personalità e maggiore sicurezza con la palla al piede. L’unico vero acquisto è stato Lapadula, ma Montella ha sempre preferito Bacca. L’ex pescarese, però, ha fatto un gol di tacco fantastico e fondamentale a Palermo per i tre punti. Chissà che Montella non gli ricambi la fiducia schierandolo nel derby.

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