CdS - Derby cinese, è gara di investimenti. Una nuova era...

CdS – Derby cinese, è gara di investimenti. Una nuova era…


Tra le pagine del Corriere dello Sport, si legge di un nuovo derby: una sfida dal gusto cinese che ha completamente cambiato il concetto di stracittadina in quel di Milano, grazie all’ingresso nelle due società di azionisti cinesi, con Suning sulla sponda nerazzurra del Naviglio.

Il derby non è e non sarà più lo stesso. I primi segnali di cambiamento erano avvenuti alla fine del 2013, quando Thohir divenne azionista di maggioranza dell’Inter. Gli ultimi saranno la cessione del Milan da parte di Berlusconi. Gli ultimi 30 anni, Berlusconi contro Pellegrini e Moratti, non esistono più: un derby basato sulla rivalità e sulla tradizione ora parla cinese, da quando Suning è diventato proprietario e il consorzio Sino-Europe Sports è vicino al closing con i rossoneri, di cui possiederanno tutte le quote. Una rivoluzione nel mondo del calcio milanese, uno tsunami accettato dalle tifoserie, nella speranza che i nuovi arrivi da Pechino e Nanchino portino i soldi necessari per far tornare Milano ai fasti di un tempo. Perché le tifoserie hanno fame di successo, quel successo garantito da Berlusconi da un lato e da Moratti dall’altro. Ma ora ci sono i cinesi, coraggiosi ad accettare una sfida affascinante, ma complicata. zanetti-stevenzhang

Il Derby della Madonnina era un simbolo della capitale del calcio del Nord come il panettone e la nebbia, un simbolo da esportare, una sfida tra due club che, insieme, vantano ben 10 Coppe dei Campioni. Le sfide passate sono state viste in tutto il mondo: gli olandesi rossoneri, i tedeschi nerazzurri e i campioni che dopo gli anni 80′-90′ hanno indossato queste due storiche casacche: Ronaldo, Van Basten, Vieri, Maldini, Bergomi, Mazzola, Inzaghi, Rivera, Figo, Kakà, Zanetti, Shevchenko, Facchetti, Baresi, Herrera, Rocco, Trapattoni, Sacchi, Mancini, Capello, Ancelotti e Mourinho. Questi sono solo alcuni dei fuoriclasse che, in campo e in panchina, hanno acceso i cuori delle due tifoserie. Il risultato è una partita che, insieme a Inter-Juventus e Milan-Juventus, rappresentano una Serie A in grado di guidare il calcio mondiale grazie alle dinastie Agnelli, Moratti e Berlusconi.

Ma il nuovo avanza, ed è avanzato, e la forza del denaro cinese non può essere contrastata. Quei milioni di euro comprano tutto e tutti: basti pensare a Joao Mario, Gabigol e Candreva, acquistati per riportare l’Inter ai fasti del Triplete. Settimana dopo settimana, i nuovi proprietari stanno prendendo il controllo anche della società. Se la dittatura cinese all’Inter è già iniziata, quella del Milan è alle porte: dopo i 100 milioni già versati, il 2 o il 13 dicembre potrebbero essere due papabili date per il closing. Anche in questo caso arriveranno decine di milioni da investire in giocatori utili a rinforzare i rossoneri, sotto lo sguardo saggio del nuovo ad Marco Fassone, ex Inter, tanto per restare in tema stracittadina: ha lavorato all’Inter, portando con sé anche Mirabelli. L’anima italiana rimarrà nelle figure dei dirigenti, ma i soldi avranno provenienza cinese. I tempi cambiano: anche a Milano se ne stanno rendendo conto.

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