DIAMO I NUMERI - Bergamo è un inferno, soprattutto nel nuovo millennio...

DIAMO I NUMERI – Bergamo è un inferno, soprattutto nel nuovo millennio…

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La trasferta contro l’Atalanta ha sempre dato qualche problema ai giocatori nerazzurri, nonché dispiaceri ai tifosi, che in diverse occasioni hanno percorso i pochi chilometri che separano Milano e Bergamo dopo delle cocenti delusioni. D’altronde il bilancio parla chiaro: in 55 partite l’Inter ha vinto 22 volte, pareggiando 20 incontri e perdendone 13. Un bilancio in attivo, ma che forse ci si aspetterebbe ancor più netto essendo la Dea sempre stata una cosiddetta “piccola” del nostro calcio. Merito forse di quella che è, dopotutto, una sana rivalità territoriale, un campanilismo sentito e che può sempre tirare fuori motivazioni in più, soprattutto a coloro che sulla carta paiono più svantaggiati.

Ricky Alvarez Atalanta-InterOltre a queste 55 partite disputate nei campionati a girone unico, bisogna anche calcolare 3 sfide di Coppa Italia, delle quali due vinte dai nerazzurri milanesi, più degli storici quarti di finale di Coppa Uefa nel 1991, con uno 0 a 0 allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia nella sfida di andata. L’Inter si impose poi 2 a 0 al ritorno e terminò l’anno con la vittoria della rassegna continentale, ma ad ora questo resta il punto più alto raggiunto dalla società bergamasca nella sua seppur lunga e onorevole storia. La difficoltà della trasferta si è acuita soprattutto nel nuovo millennio, da quando l’Atalanta è diventata ormai una presenza fissa e realtà consolidata nel nostro campionato. Basti pensare che, nei 9 incontri degli ultimi 10 anni, l’Inter sia riuscita a vincere solo due volte, una due anni fa, con un nitido 4 a 1 ottenuto grazie a un rigore di Shaqiri, la doppietta di Guarin e un sigillo finale di Palacio, l’altra nell’aprile del 2008, quando Balotelli e Vieira aggiunsero un marroncino alla casa dello scudetto. Nei restanti match spicca come costante il pareggio per 1 a 1, avvenuto per ben 5 volte dal 2007 ad oggi, compresa la scorsa stagione, quando nell’insolito orario delle 15 del sabato, Murillo e Toloi decisero di segnare nelle porte errate.

Ironia della sorte, l’1 a 1 fu il risultato della prima volta in assoluto, quella del 6 dicembre 1937, quando Cominelli, segnando la rete del vantaggio, fece capire che questo derby sarebbe stato per l’Inter una gatta difficilissima da pelare. Domani lo sarà altrettanto, con l’ex dal dente avvelenato Gasperini, una squadra lanciata dopo un brutto inizio e un ambiente nerazzurro forse non troppo sereno.

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