L'ALBA DEL GIORNO DOPO - Il Nobel a Icardi e i falsi moralizzatori

L’ALBA DEL GIORNO DOPO – Il Nobel a Icardi e i falsi moralizzatori

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Dire che l’Inter ha perso contro il Cagliari a causa della querelle Icardi-ultras nerazzurri non è corretto e intellettualmente onesto. Pensare che non abbia inciso per niente però è ancora peggio. L’aria che si respirava a San Siro ieri non era certo quella delle Dolomiti, ma piuttosto quella di Piombino verso le 18:00. Le scelte di De Boer e gli errori dei giocatori hanno fatto il resto. In più, a fine partita i moralizzatori della curva hanno pensato di lasciare uno striscione davanti casa di Maurito che promette “peace and love”.

Icardi Guarin SassuoloIntanto, la commissione che consegna il Nobel per la letteratura ha chiesto scusa per l’errore: il premio lo meritava Icardi con il suo “Sempre avanti”. Bob Dylan, da uomo giusto qual è, ha fatto sapere che farà recapitare il premio al giusto vincitore. Magari all’interno di una Lamborghini. Aizzare una folla che non ti ama particolarmente per screzi del passato e un’estate da incubo non è stata una scelta furba. Poteva chiedere consiglio alla moglie-agente dato che si definisce più intelligente che bella.

Scelta ancora meno astuta quella di rendere pubblico un comunicato contro il capitano della tua squadra la sera prima della partita che dovrebbe essere della riscossa. La critica inoltre, è stata mossa da moralizzatori specializzati nel mettere a proprio agio i loro beniamini, con bordate di fischi (d’incoraggiamento ovviamente eh) e contestazioni continue. Per non parlare dei motorini o dei fumogeni lanciati durante le partite, con le bombe a carta a fare da colonna sonora insieme ai cori razzisti. Le prese di posizione non richieste hanno francamente stufato chi va allo stadio per vedere una partita in completa serenità, cosa già ardua se sei un tifoso della “Pazza Inter”, o chi segue la squadra anche dal divano. Perché parliamoci chiaro, il fatto che gli ultras siano allo stadio non li rende più supporter di chi non c’è: ci sono milioni di motivi per cui una persona non può essere a San Siro come ad esempio il lavoro, il lato economico oppure la distanza. Non si può nemmeno commentare nemmeno la richiesta di ristampa del capolavoro letterario senza le 3 pagine incriminate. Comunque, il compito degli ultras dovrebbe essere di cantare e sostenere la squadra a prescindere, non creare caos. Per quello c’è già la dirigenza.

Infatti, non ci siamo dimenticati della società non vi preoccupate. Se la situazione è arrivata a questo punto il gran merito è sopratutto dei dirigenti dell’Inter, maghi nel gestire nel modo peggiore ogni situazione. Da anni ormai. Il ds Ausilio non può fare tutto e pensare a ogni singola cosa. Le parole del vicepresidente Zanetti hanno buttato benzina sul fuoco e sono arrivate nel momento sbagliato e fatto pensare che al Milan non sia andata proprio male con Maldini. De Boer è travolto da una confusione che ha contribuito a creare, Thohir parla di progetti futuri quando tra qualche settimana prenderà baracche e burattini e tornerà in Indonesia, Zhang si è limitato a dire “Fozza Indaaaa” e Moratti continua a contraddirsi ogni due per tre. Una situazione imbarazzante.

Ah, l’ultima cosa: nessuno in società ha pensato di leggere il libro di un 23enne che ogni tanto pecca di umiltà prima della stampa? Intanto la casa editrice in questione ha promesso anche la quindicesima ai dipendenti.

 

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