ESCLUSIVA / Simoni: "L'Inter ha bisogno di 6/7 campioni, non solo buoni giocatori. de Boer..."

ESCLUSIVA / Simoni: “L’Inter ha bisogno di 6/7 campioni, non solo buoni giocatori. de Boer…”

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E’ stato uno degli allenatori più amati della storia nerazzurra, alla guida di una delle Inter più spettacolari mai viste a San Siro, Luigi Simoni, maestro dalla gentilezza unica, ha raccontato in esclusiva il momento della sua ex squadra in esclusiva a SpazioInter, tra momenti attuali e amarcord indelebili.

Mister Simoni, lei è stato uno dei tecnici più apprezzati alla guida interista, ora questo compito lo ha Frank de Boer, che ne pensa?

Frank de Boer lo si conosce perché ci si ricorda del buon giocatore che è stato, poi da allenatore per i 4 scudetti olandesi, ma c’è da dire che ha poca esperienza internazionale e diciamo che l’Inter è qualcosa in più di una semplice tappa in carriera. Richiede un po’ di più perché ti mette a disposizione una squadra per vincere e se vinci vai bene ma se perdi e non hai spalle larghe diventa un problema“.

L’Inter è stata interessata a Simeone che ha allenato nella sua parentesi nerazzurra, ma che ha uno stile diverso rispetto a de Boer, per i nerazzurri cosa cambia?

Simoni Ronaldo

Simeone rispetto a de Boer è più conosciuto, è uno di sostanza e qualità, un allenatore che pensa molto al risultato e le sue squadre sono sempre consistenti, magari senza cercare lo spettacolo ad ogni costo perché poi nel calcio quello che conta è il risultato. Mi pare che de Boer a quanto dicono voglia più spettacolo e buona qualità ma deve anche essere concreto

A proposito di Simeone e di vecchia Inter: si parla tanto delle giovani stelline brasiliane, da Gabigol a Gabriel Jesus, tutti inseguono il mito di Ronaldo.

Si parte sempre con i paragoni con Ronaldo, ma lui era e sarà sempre di un altro pianeta. Non è un caso se uno viene chiamato Il Fenomeno. Le giovani stelline son tutti buoni giocatori ma non vedo nessuno che può arrivare o avvicinare il livello di Ronnie

L’Inter è passata dalla sua epoca e quella di Moratti a una dove comanda Suning, Thohir e ultimamente Joorabchian, che ne pensa?

Non è una situazione semplice da capire, almeno da quanto si legge dai giornali. Sia Inter che Milan stanno cambiando e sembra che si arrivi a qualcosa di concreto. Ma all’inizio l’Inter mi ha sorpreso perché se ci pensiamo la nuova proprietà e la Cina in generale ha una conoscenza del calcio relativa, è un boom degli ultimi anni con i potenti che investono per una questione d’amore, ma non vorrei sia solo un amore iniziale e di colpo poi si possa cambiare idea con risultati negativi“.

Cosa passa nell’istante in cui si lascia l’Inter come è successo a Mancini?

La situazione di Mancini non è stata chiarissima, non si è capito chi al momento del dunque ha frenato, chi aveva una maggior esigenza, se è l’allenatore con pretese di mercato o la società a voler di più. In questi due anni purtroppo per Mancini ci son state sessioni di mercato che hanno prodotto poco, solo Perisic ha reso alla grande e i dirigenti non potevano essere soddisfatti, perché sia chiaro, l’Inter ha bisogno di 6/7 campioni, non buoni giocatori per ambire al terzo o quarto posto. L’esonero o comunque le dimissioni non sono un momento facile, nel mio caso il tutto è avvenuto nella settimana successiva al 3-1 inflitto al Real Madrid con doppietta di Roberto Baggio, in quello che considero il momento più alto nei miei 62 anni di professione“.

Poi Simoni si lascia andare ai ricordi più belli: “Allenare l’Inter, la mia Inter, è stato facile. Facile per una questione morale della squadra, il valore tecnico dei giocatori non si discuteva ma quel gruppo era stupendo per i meriti, grandi ragazzi, facili da allenare e se uno si dispiaceva per un’esclusione ci si poteva parlare, erano ragazzi seri e d’accordo tra loro e questa è una delle cose di cui vado più orgoglioso, un po’ come del rapporto con Moratti, bellissimo, anzi mi vengono in mente le parole della sorella del presidente, che un giorno ha ammesso che quella Inter è stata la più amata“.

Come dar torto ai ricordi e alle parole di un allenatore che ha unito eleganza, competenza, passione ad una gentilezza che mette a proprio agio chiunque, nella speranza che l’attuale Inter ora in mano a de Boer ripercorra gioie e entusiasmo dell’Inter del maestro Gigi Simoni.

Ringraziamo per la gentilezza e disponibilità Gigi Simoni. La riproduzione dell’intervista è consentita solo tramite citazione di SpazioInter. Chi trasgredisce le regole sarà segnalato a norma di legge.

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