EDITORIALE – O brindiamo alla nostra o brindiamo a chi vuoi

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Brindano Erick Thohir e Jindong Zhang (chairman di Suning Holdings Group).

Ognuno ha i suoi motivi per farlo. Erick Thohir, dopo aver gestito l’Inter al meglio delle sue possibilità, alle difficoltà concrete, ha deciso di mettersi in secondo piano (in un secondo momento uscirà di scena definitivamente?); Jindong Zhang invece brinda per l’acquisizione della maggioranza di una società rinomata e con tradizione come l’Inter, avendo avuto in poche ore anche dei buoni riscontri sui mercati asiatici (LEGGI QUI).

In quel brindisi però mancava chi, per ben 21 anni, ha sborsato milioni e milioni, chi ha portato in bacheca ben 16 trofei, ma soprattutto chi ha dato tanto amore a tifosi e società: Massimo Moratti.

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In Cina questa mattina lui non c’era, né era presente qualcuno che lo rappresentasse. Esce di scena così, nel silenzio più totale, nell’indifferenza di molti, nel tiepido dispiacere di chi già pregusta acquisti faraonici e trofei imminenti e dimentica chi ha contribuito a rendere gloriosa la storia dell’F.C. Internazionale.

Prima l’acquisto di Thohir, ora del Suning: ancora una volta la società andrà in mano a “spietati” aziendalisti, con un’oculatezza straordinaria per gli affari. Ma se con l’indonesiano c’era ancora un 30% di cuore (le quote di Massimo Moratti), da oggi quel che rimaneva dei sentimenti viene fatto completamente fuori. E le parole di Jindong Zhang (“Sono rimasto colpito da San Siro, ora mi sento un tifoso dell’Inter“) a poco servono, se l’intenzione era quella di dimostrare di provare sentimenti sinceri e profondi nei confronti della società nerazzurra.

Il cuore viene sopraffatto dai soldi. Si spera che almeno quelli bastino per riportare l’Inter dove merita.

 

Federico Spinelli