Caro Diego, quel giorno mi hai fatto piangere

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Oggi è il 22 maggio, ogni interista sa che questa non sarà mai una data come tutte le altre, a maggior ragione se chi è stato causa di lacrime dolcissime ha appena annunciato il ritiro, Diego Alberto Milito.inter barca milito

Nella storia di ogni tifoso ci sono attimi che si ricorderanno sempre, come ricordare dove si era nel giorno della morte di Ayrton Senna o della cavalcata di Marco Pantani a Courchevel e così in tanti possono raccontare ai più giovani quel 22 maggio 2010, pare un’eternità fa.

Diego Alberto Milito ha appena iniziato la sua “Marcia di maggio”, il 5 colpisce la Roma e solleva la Coppa Italia, il 16 colpisce il Siena e fa trionfare i nerazzurri i campionato quando ancora i giallorossi iniziavano a pregustare un incredibile scudetto.

Poi, Bernabeu, lo stadio dei sogni, il Bayern Monaco campione di tutto in Germania, paura? No Diego Alberto Milito. Milito e scaramanzia, quel 22 maggio non avrei mai cambiato il divano di casa in una stanza diventata San Siro, un rito scaramantico nel ritrovare amici iniziato nella gara con la Dinamo Kiev e l’abbandono di un bar “leggermente ostile e con chiari segnali di gufaggine“.

Quel 22 maggio Milito toccò l’apice, Badstuber, Demichelis e Van Buyten ancora hanno incubi con lemilito racing finte e i gol del numero 22, di quel 22 che divenne leggenda, con lacrime di tutti, dei tifosi, quelli giovani che ammiravano un nuovo trionfo e soprattutto dei fan più “old school“, quelli passati attraverso Ceccarini, il 5 maggio 2002, calciopoli e tante belle cose che facevano dell’Inter una barzelletta.

Poi le cose cambiarono, arrivò il Mago di Setúbal, al secolo José Mourinho e l’uomo dei sogni, DiegoAlbertoMilito, scritto tutt’attaccato per l’urlo del Bernabeu e l’iscrizione di diritto nelle leggende.

Milito si è ritirato ieri con il Racing de Avellaneda, l’Uomo dei Sogni si è congedato portando al trionfo la sua squadra del cuore nel 2014, titolo che mancava dal 2001 e che neanche con Diego Simeone aveva sfiorato da allenatore e si è congedato andando in rete, come capita ai grandissimi, da Del Piero a Di Natale.

Appese le scarpette al chiodo andrà forse ancora a Madrid, lo immaginiamo da vecchio che prende per mano Van Buyten e, indicando l’area di rigore dove l’olandese resta inchiodato alla sua finta per il 2-0, gli sussurra: “Ecco, qui sono diventato Leggenda”.

Per tutto il resto caro Uomo dei Sogni grazie, grazie DiegoAlbertoMilitoooo!

 

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