Gary Medel, il sottovalutato: chi lo dice che non abbia qualità?

Troppo spesso viene additato come la causa dei mali nerazzurri, imballati dalla sua inadeguatezza nel ruolo di regista. Eppure in questi due anni Gary Medel ha dimostrato di essere più un fattore positivo che negativo e ieri sera c’è stata solo un’ennesima dimostrazione di ciò. Il cileno è stato indiscutibilmente uno dei migliori in campo, bravo nelle due fasi del gioco e leader di una squadra comportatasi in maniera impeccabile nell’arco dei 90 minuti.

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La perla del suo match è arrivata già dopo 4 minuti di gioco, vale a dire l’assist luccicante per il vantaggio di Icardi, che ha sfruttato il bellissimo dono con un controllo perfetto e la solita freddezza sottoporta. Una palla assolutamente non nuova nelle corde dell’ex Siviglia, che spesso riesce a effettuare dei buoni campi di campo e delle interessanti verticalizzazioni. Certo, la velocità di pensiero e la frequenza delle giocate non sono da Pirlo, le sue priorità sono altre, ma non si può negare come sia a volte eccessivo il suo bistrattamento. È un giocatore straordinario dal punto di vista del fosforo, del temperamento e della capacità difensiva, che a volte sa rendersi anche prezioso quando si necessita di rischiare la giocata.

Probabilmente, vedendolo giocare affianco di un vero regista, i suoi detrattori diminuirebbero, perché si metterebbe a servizio del più tecnico compagno e si concentrerebbe esclusivamente sulle sue competenze, nelle quali non si può discutere. Ieri era impossibile contare il numero delle palle strappate agli avversari, dei tackle vincenti, dei km corsi con intelligenza e cuore. Perché che Medel abbia cuore si sa, ma la gente dimentica come le sue qualità risiedano pure nella testa e, molte volte, anche nei piedi. Per ulteriori delucidazioni, chiedere a Mauro Icardi.

 

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