Eder a Inter Channel: “Il goal arriverà, conserverò ricordi importanti nell’Inter”

Eder, ultimo arrivo in casa Inter, è stato intervistato nel corso del programma serale Inter Nos in prima serata su Inter Channel, soddisfando curiosità della sua carriera e della sua storia in generale, della sua provenienza. Ecco le parole alle varie domande formulate dai televisori

Hai un messaggio per i supporterà nerazzurri? Ringrazio tutti i tifosi, mi incoraggiano sempre, anche se non ho ancora fatto gol”.

 

Come ti sei adattato in Italia?
Sono andato a 17 anni a Empoli senza famiglia, mi hanno dato opportunità di crescere.  è un paese che assomiglia al Brasile. Mi sono adattato bene, sono passati 11 anni e ora mi sento a casa”.

Qual era il tuo idolo da bambino?
“Il Fenomeno Ronaldo, forse il più forte al mondo. Non l’ho conosciuto perché quando è venuto allo stadio quest’anno non l’ho incontrato, ma mi avrebbe fatto piacere avere una foto con lui”.

Eder, tuo padre ti ha chiamato così per il famoso giocatore?
“Sì, mio padre mi ha dato il nome per il giocatore del Vasco da Gama. Mi raccontava che era innamorato di lui, era fortissimo. Sarà contento mio padre che ora faccio l’attaccante”.

Con chi hai legato di più all’Inter? 

“In uno spogliatoio è normale legare di più con qualcuno. Mi trovo con tutti i ragazzi, esco con i brasiliani, Miranda, Felipe Melo, Telles, Jesus ma mi trovo molto bene con tutti i compagni. Conoscendo già questo campionato era più facile, mi hanno trattato tutti bene. Scherzo anche con Nagatomo che è in camera con mee dorme con la felpa invece che con il pigiama”.

Che lingua parli coi compagni e in quale ruolo preferisci giocare?
“Parlo italiano, sempre. Negli ultimi anni ho giocato in tutte le posizioni, so adattarmi a seconda di come la squadra giocaMai pensato che la trattativa con l’Inter potesse sfumare?
“Anche ad agosto ero molto vicino. A gennaio c’era qualcosa ma non ci credevo, tante voci. Era uscita anche la voce dall’Inghilterra, poi quando ho sentito l’Inter non ho avuto dubbi. Difficile giocare quando il mercato è aperto”.

Eder

 

 

 

 

 

 

Che effetto ti ha fatto arrivare all’Inter?

“Conoscevo già la grande storia dell’Inter. Da dentro vedi più l’organizzazione. Poi i tifosi, se quelli della Sampsoria sono tutti a Genova, qua è diverso perché sono in tutto il mondo. E’ bello, una situazione diversa”.

Come ti trovi con Mancini?
“Mi trovo bene. E’ un allenatore che ci tiene tutti sulla corda, la domenica devi essere sempre pronto. Dà opportunità a tutti e ognuno deve farsi trovare preparato”.

Sabato sei tornato ancora una volta a Frosinone, città che ti ama e conserva un buon ricordo di te.“Dopo 9 anni sentire ancora parlare bene di me a Frosinone è davvero emozionante. Anche il presidente mi ha sempre trattato benissimo. E’ una città che mi ha fatto bene, mi hanno dato una grande opportunità, hanno creduto in me”.

Esiste un allenatore al quale sei più riconoscente rispetto agli altri? 
“Da tutti impari qualcosa. Ne ho avuti tanti in Italia e da tutti ho appreso qualcosa”.

Il ricordo e le sensazioni del tuo esordio con goal nella Nazionale?
“Una delle emozioni più belle del calcio. Qualificazione Europeo contro Bulgaria, non era facile. Al 20′ il mister mi ha detto di scaldarmi e ho sentito freddo alla pancia. Ho fatto il gol del 2-2 che ci ha permesso di pareggiare. Un gol importante e bello”.

Chi è il difensore più forte che hai affrontato?
“Credo sia stato Thiago Silva uno dei più difficili da affrontare, essendo sia tecnico che veloce è veramente difficile da saltare”.

Hai passiomi al di fuori del calcio?
“Nel tempo libero sto con la famiglia e col mio bambino. Ha tre anni, vuole mettere la maglia dell’Inter e vuole tirare in porta; è mancino”.

20150320165829-20150311195040-eder-660x330Quante sono le differenze tra una società come l’Inter e club meno blasonato?
“I tifosi che trovi in tutta Italia. Poi non ci sono grandi differenze”.

Ricordo più bello?
“Quello con la Nazionale lo porterò dietro per sempre. Anche con l’Inter collezionerò tanti ricordi”.

Altre esperienze in Italia?
“A Cesena sono poco legato. Sono rimasto poco, unica squadra in cui non ho un bel ricordo. A Brescia qualcosa è andato storto purtroppo,  ma i tifosi mi hanno sempre trattato bene. Iachini mi ha aiutato tanto anche fuori dal campo”.

Perché il numero 23?
“Mi piaceva ed era libero”.

Compagno di reparto con cui hai avuto più feeling al di fuori dall’Inter?
“Con Gabbiadini abbiamo fatto una grande annata e stavamo bene insieme. Giocavamo larghi ma ci capivamo”.

Un ricordo del tuo allenatore Mihajlovic, che oggi sta attraversano,una squadra complessa?
“Grande ricordo, mi ha aiutato a migliorare. Abbiamo fatto un lavoro incredibile, mi ha fatto fare un salto di qualità”.

Inter-Napoli come finisce?
“Vinciamo, c’è poco da fare. Per arrivare al nostro obiettivo dobbiamo solo vincere. Non è facile ma in casa possiamo farcela. La mancanza di Higuain che è uno dei più forti è pesante, ma Gabbiadini ha grande qualità e bisogna stare attenti”.

Gol?
“Non è un problema, tutto arriva nel momento giusto. Dopo aver fatto 12 gol avevo preso il gusto. Ci tenevo far subito gol, ma non importa. Dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo”.

Entusiasmo, obiettivo, passione, arriverà anche per lui la tanto agognata svolta? Il tempo c’è lo dirà. Di certo non può più permettersi di farsi attendere ancora eccessivamente e fantasiosamente.

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