Enigma Eder, da vice capocannoniere a panchinaro

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E’ stato uno dei tormentoni della scorsa finestra di mercato di riparazione. Dopo una lunga trattativa tra Sampdoria e Inter, che già ne avevano parlato in estate, Eder, lo scorso 29 gennaio ha apposto la sua firma per legarsi alla società nerazzurra fino al 2020. Un trasferimento fortemente voluto non solo dalla squadra guidata da Mancini, ma soprattutto dallo stesso giocatore, che per approdare alla Pinetina dalla Sampdoria, ha rifiutato un’offerta importante dalla Premier, dove il Leicester dei miracoli di Claudio Ranieri lo aveva cercato.

eder

Una scelta dettata dal prestigio della squadra nerazzurra, e dalla voglia di mettersi in discussione in un grande club. Dopo i mugugni di Roberto Mancini al termine della prima parte di stagione, circa lo scarso apporto in fase realizzativa dei suoi attaccanti, il tecnico di Jesi era stato accontentato con l’acquisto del giocatore che in quel momento era il secondo miglior marcatore della Serie A alle spalle di Gonzalo Higuain. Un’affare da 12 milioni di euro complessivi, con un prestito oneroso di 1,5 mln nell’immediato, e altri 10,5 da versare nelle casse della Sampdoria nei prossimi 4 anni.

Arrivo il 29 gennaio, e debutto nel derby dal primo minuto solo due giorni dopo. Un esordio difficile per Eder e per tutta l’Inter, coinciso con la brutta batosta subita dalla squadra di Mancini contro il Milan. La prestazione dell’italo-brasiliano fu una delle poche degne di nota della formazione nerazzurra. Da quel momento in poi, Mancini lo ha schierato titolare nelle successive quattro partite di campionato contro Chievo, Hellas, Fiorentina e Sampdoria, ricevendo in cambio però, prove tutt’altro che positive dall’ex Empoli. Nelle successive gare infatti il giocatore ha totalizzato poche presenze.

Al termine della stagione però, mancano ancora 6 partite. Match nei quali Eder dovrà dimostrare, al netto delle critiche degli addetti ai lavori e dei tifosi, di non esser stato un investimento sbagliato nell’immediato per le sorti del campionato dell’Inter. Toccherà però convincere Mancini, e combattere contro i compagni di reparto per guadagnarsi più spazio e maggior minutaggio, anche perché a giugno iniziano gli Europei, e Eder dovrà far di tutto per meritarsi la chiamata di Conte.

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