Maurito vale 100 il resto è noia

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Le uniche soddisfazioni di oggi per l’Inter, checchè ne dica Mancini, sono il ritorno alla vittoria in trasferta e soprattutto la conferma (qualora ce ne fosse stato bisogno) del fenomeno Maurito Icardi.

Dire che i tre punti fossero fondamentali, soprattutto dopo la gara con il Torino, è dire un’ovvietà, ciò che lascia perplessi è il come siano arrivati.

Per quanto riguarda il killer nerazzurro, invece, nulla da dire, è un fenomeno ed oggi vale 100, come le presenze raggiunte e vale 50 come le reti segnate. Non ci sono altre valutazioni, non valgono i conti fatti fino ad oggi, non esistono offerte (basse, troppo basse) lasciate trapelare fino ad ora. Oggi Maurito vale un sogno e vale soprattutto una base per il futuro.
Un capitano che si sacrifica, incita i compagni, li tranquillizza (come successo con Perisic) e soprattutto lascia il segno quando serve, eccome se serve.

Per il resto è noia ed insofferenza.

Tolta un po’ di Interic, che è sempre bello veder duettare, inventare, verticalizzate e provare, il resto della truppa è timidezza, poca concentrazione e a tratti irritazione.

Un Perisic sempre più pilastro della rosa si diverte e fa divertire, quando il segnale dell’intermittenza del montenegrino lo permette, giocando con Jovetic finalmente tornato a giocare. E’ bello veder crescere il sempre meno timido Brozovic ed è abbastanza confortante veder ringhiare nuovamente Felipe Melo.

La difesa invece, tolto il guerriero Murillo, non va ed oggi, per dovere di cronaca, bisogna segnalare che il Frosinone, non il Barcellona, ha preso ben tre legni.

Ciò che non si capisce è perché, a distanza di ben 8 mesi dall’inizio dell’anno, non si vedano MAI movimenti senza palla. I giocatori nerazzurri praticamente aspettano di essere marcati dagli avversari, mai un movimento, rarissimamente si cerca la triangolazione, il gioco rapido, i tagli verticali e tutto ciò non può dipendere solo dai giocatori.

during the TIM Cup match between FC Internazionale Milano and Cagliari Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on December 15, 2015 in Milan, Italy.

Oggi, sarà anche stato difficile l’avversario ed ostico giocare in quel campo con quel tempo, ma le sofferenze e la noia hanno prevalso sui sorrisi.

Biabiany corre, si impegna, ma veder la sua velocità e la sua scaltrezza tattica lascia interdetti, Melo ringhia ma quando lo si vede impostare o provare lanci in stile Veron cascano le braccia, Telles è un oggetto misterioso anche se oggi almeno in fase difensiva si è impegnato, a D’Ambrosio, escludendo un paio di scambi e proposizioni sulla sua fascia, non si riuscirebbe neppure a dare un voto.

Capitolo a parte per Juan Jesus, perché è troppo brutto per esser vero. Lento, impacciato, perennemente in ritardo, scartato da chiunque, mancava giusto un dribbling di Stellone, svogliato e distratto.

Un’altra cosa colpisce: che fine hanno fatto Ljajic, Palacio e soprattutto Eder e Kondogbia.
Ma non erano i più in forma del momento?
La domanda la vorremmo gridare a Mancini ma la risposta non la si troverebbe neppure nel pozzo dei desideri.
La speranza è quella di finire la stagione al meglio e soprattutto al più presto, riordinare le idee, sperando che la base solida ed ottima che c’è, non venga stravolta.