Potenzialità, conquiste ed incertezze: analisi e confronto delle ultime due stagioni dell'Inter

Potenzialità, conquiste ed incertezze: analisi e confronto delle ultime due stagioni dell’Inter


L’Inter targata 2015/2016 sta disputando un campionato di alto livello, visto che detiene il secondo miglior exploit rispetto al campionato 2014/2015, con un balzo positivo di 14 punti e soprattutto di posizione in classifica: dall’anonima nona posizione dello scorso campionato, i nerazzurri hanno scalato la classifica, raggiungendo la quarta posizione, pur mancando, ancora, otto giornate al termine. Ecco i motivi di questo progresso:

SAN SIRO FORTEZZA – Un dato che emerge, analizzando il cammino dei nerazzurri al Meazza, è la trasformazione di San Siro in fortezza. Infatti, da terra di conquista (2014/2015: 5 pareggi, 4 sconfitte) l’Inter ha trasformato il proprio stadio in un fortino quasi inespugnabile (2015/2016: 2 pareggi, 3 sconfitte): da qui quel cambio di marcia che potrebbe portare ad una posizione di classifica più consona ai canoni nerazzurri, poiché il dato chiaro e conciso recita 10 vittorie, 32 punti conquistati su 45 a disposizione, +12 rispetto alla scorsa stagione. Il bottino poteva essere più cospicuo, poiché dei cinque passi falsi, tre erano ovviamente evitabilissimi (Carpi, Lazio e Sassuolo: 4 punti persi nei minuti finali per cali di concentrazione e condizione psicofisica precaria).

PROVA DI FORZA CONTRO LE PICCOLE – Osservando il cammino dei nerazzurri in questo campionato, spiccano sicuramente i pochissimi punti persi contro le squadre che lottano per non retrocedere. Infatti l’Inter versione 2014/2015 aveva racimolato, appena 17 punti su 30 in palio (poi a fine campionato saranno 21 su 36) rispettivamente contro Cagliari, Cesena, Parma (poi retrocesse), Atalanta, Udinese, Chievo, ultime sei classificate dello scorso campionato.  Quest’anno si è passati ad un buon 22 punti su 30 rispettivamente contro Carpi, Verona, Frosinone, Udinese, Sampdoria e Palermo.  All’appello mancano la partita casalinga contro i friulani e la trasferta in terra ciociara: si può notare come i nerazzurri hanno la possibilità di abbattere quella difficoltà cronica dello scorso campionato, sconfiggendo e migliorando il bottino contro le squadre più deboli. I rammarichi più grandi di questa stagione sono i pareggi contro il Carpi a San Siro e il Verona in trasferta.

DIFESA DA CLEAN SHEET – L’aspetto più negativo della stagione 2014/2015 era costituito dalla scarsa propensione difensiva da parte della squadra nerazzurra: ben 37 reti subite in appena 30 giornate, con errori grossolani e marchiani, cali di concentrazione e punti persi per strada. Gli arrivi di Murillo, e soprattutto di Miranda, hanno garantito una maggiore solidità ed esperienza difensiva che ha permesso alla squadra di Mancini di subire appena 28 reti (9 in meno rispetto alla passata stagione), dato che è gonfiato da catastrofi difensive evitabili (la sconfitta nel derby, quella con la Fiorentina a San Siro, nonché il pareggio 3-3 a Verona). La difesa è il punto di partenza (Handanovic ha mantenuto la porta inviolata per 13 partite) per puntare a traguardi più prestigiosi nella prossima stagione. Otto partite per indirizzare il finale di stagione verso un epilogo positivo e soddisfacente. Dove può e deve migliorare l’Inter del futuro?

handanovic

PICCOLA CONTRO LE GRANDI – Il dato più allarmante è costituito dai pochissimi punti conquistati contro le grandi squadre: l’unico top club con cui l’Inter ha un bilancio positivo in questa stagione è la Roma, tra l’altro diretta concorrente per il terzo posto (4 i punti conquistati contro i giallorossi). Infatti, 0 sono i punti conquistati contro la Fiorentina, 3 contro il Milan, 1 punto contro la Juventus, 0 contro Napoli e Lazio (mancano le due gare di ritorno: Napoli in casa e Lazio in trasferta). Nel campionato passato i punti conquistati erano stati appena 4 (poi rimpinguati dalle 2 vittorie contro le romane e dal pareggio nel derby). Napoli e Lazio costituiscono due partite cruciali nel rush finale per raggiungere il terzo posto: vincerle entrambe significherebbe migliorare l’anno passato oppure cercare di accaparrarsi almeno 4 punti per non peggiorare ulteriormente. Ciò che, però, preoccupa ulteriormente è la mancanza di personalità quando si affrontano partite di un certo spessore tecnico ed emotivo, poiché per raggiungere traguardi prestigiosi bisogna ritrovare la mentalità da grande Inter. Questo è il compito più arduo di Mancini: se riuscirà nell’intento, l’obiettivo Champions potrebbe diventare più alla portata di quanto sembra.

ATTACCO MENO PROLIFICO– Alla difesa rocciosa si alterna un attacco meno incisivo rispetto alla passata stagione. Mancini ha trovato (forse) fin troppo tardi la soluzione (i 9 goal nelle ultime 4 partite lo dimostrano), ma nulla ancora è perduto. Icardi il capocannoniere (12 reti), Perisic, l’arma in più (6 reti). Lo scorso anno 46 goal fatti (+6 rispetto a quest’anno, l’Inter poi chiuderà a 59 goal con 48 subiti).

esultanzaIcardi

MAL DI TRASFERTA – Un’altra difficoltà che emerge nelle ultime due stagioni è evidente: l’Inter non riesce ad avere un rendimento soddisfacente lontano da San Siro. Infatti i 23 punti conquistati nel 2015/2016, sono una magra consolazione rispetto ai 21 della scorsa stagione. Inoltre, i nerazzurri non vincono in trasferta da 6 partite (1-0 ad Empoli) e con un ruolino che recita 2 punti nelle ultime 5 partite. Un cambio di marcia è necessario e le trasferte di Frosinone, Genova, Roma e Reggio Emilia saranno fondamentali per definire il destino nerazzurro: 8 punti sono obbligatori per continuare a sperare.

Un dato curioso, ma anche deludente dell’anno passato riguarda i punti conquistati dai nerazzurri: nel 2014/2015 l’Inter chiuse a 55 punti, stessi punti che la Beneamata ha racimolato in questa stagione. Infine, la soglia prevista per il terzo posto dovrebbe essere sui 73-75 punti: per conseguire l’obiettivo Champions serviranno 18-20 punti, che l’Inter può conquistare per potenzialità, solidità e gioco espressi soprattutto nelle ultime 5 partite.

 




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