Cinque motivi per credere nel terzo posto dei nerazzurri

Cinque motivi per credere nel terzo posto dei nerazzurri


L’Inter e la qualificazione Champions: una strada ancora lunga e difficile, ma per poterla raggiungere ci sono almeno 5 buoni motivi:

1. Unità, compattezza, mentalità ed una novità.
La squadra nel suo insieme sembra aver ritrovato lo spirito di gruppo, la compattezza, l’armonia di inizio stagione, quando sembrava scorrere tutto per il meglio, quando la banda Mancini era #epic. La mentalità vincente e da grande compagine sembra aver nuovamente pervaso gli animi dei portacolori nerazzurri ed alla meta mancano “solo” 8 battaglie. C’è anche un’importante novità  di cui è venuta in possesso l’Inter nelle ultime uscite e si tratta del gioco, anzi del bel gioco.

2. Lo show degli slavi.
Il momento di inserimento in squadra, di adattamento al campionato e lo stato di forma degli slavi sembra davvero dare nuova linfa alla squadra e le loro prossime mosse e le loro prestazioni potrebbero condurre alla luce in fondo al tunnel. Ljajic, con la sua incostanza, ma soprattutto con la sua classe e la sua imprevedibilità sta dando fiato e gioco all’attacco nerazzurro, Brozovic si sta dimostrando per quel che è, un decisivo e buon giocatore, che potrebbe addirittura diventare un campione, Perisic è semplicemente mostruoso, con una mentalità ed uno spirito di squadra e di sacrificio non comuni.  Per quanto riguarda Jovetic, non può finir così una storia d’amore cominciata appena qualche mese fa sotto i migliori auspici e ci si aspetta che al suo rientro dalla nazionale, voglia dimostrare quel che può fare. Insomma lo show degli slavi potrebbe essere solo all’inizio.

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3. Icardi e la sua ossessione.
Il killer nerazzurro ha un’ossessione: mirare la porta e segnare. Ci riesce bene e spesso ma questa stagione per un motivo o per l’altro, il bottino in campionato è fermo a 12 reti. C’è da aspettarsi che una volta recuperato appieno, riprenda per mano l’Inter, come si conviene ad un capitano e regali alla Beneamata altri gol ed altri punti pesanti.

4. Mancini tra sogni e realtà.
Mancini vuole allenare e stare nel mondo dei grandi. Non vuol rimanere a lungo a lottare per obiettivi di secondo piano. Lui sogna di lottare al vertice e vincere in Italia e soprattutto in Europa e farà di tutto per realizzarlo. Il fatto di dover giocare 8 finali, pensare solo a sé stessi e dover vincere ad ogni costo, potrebbe paradossalmente facilitare il suo lavoro. Il rischio (concreto) se non si centrerà l’obiettivo è vederlo lasciare la panchina nerazzurra e nessuno, forse lui per primo, vuole correre tale rischio.

5. Scaramanzia e ridimensionamento dei sogni.
Se qualificazione Champions sarà, il Mancio vorrà una squadra all’altezza del palcoscenico, i tifosi potranno tornare a sognare in grande ed il lavoro per Ausilio di corazzare l’armata nerazzurra sarà facilitato. Se sarà fallimento, ci potrebbe essere un ridimensionamento a cui nessuno, Thohir e tifosi in primis, può neppure pensare. Quindi per scaramanzia e scansando presagi nefasti, l’opzione Europa League non va presa in considerazione.

 

 




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