Cambio di modulo: punto di forza o debolezza? Schierarsi specchio sembra non funzionare

Cambio di modulo: punto di forza o debolezza? Schierarsi specchio sembra non funzionare

Un girone d'andata quasi sempre in testa alla classifica, con una difesa a tratti impenetrabile e un fattore che sembrava, più di altri, rendere l'Inter la squadra pericolosa che era: la capacità di adattarsi alle partite, cambiando modulo in relazione all'avversario da affrontare.

Mancini ha spesso cambiato modulo e giocatori, non schierando mai la stessa squadra due volte di fila (fino ad inizio febbraio quando con Chievo e Verona sono scese gli stessi 11 nei due match in 4 giorni). Sorprendere la squadra rivale, studiare modulo e schemi opposti per decidere come schierare i suoi, ha reso Mancini il perfetto regista dell'Inter capolista della fine del 2015. Forse però, con marzo che sta per cominciare, serve (forse serviva perchè potrebbe essere tardi), un'idea più chiara e continuativa del modulo per la seconda parte di stagione.

All'inizio, con tanti elementi nuovi, è assolutamente normale avere dei dubbi sul modulo perfetto e ci può stare che si tentino varie soluzioni. Il Mancio è stato bravo a rendere questa fase della stagione un elemento di forza. Solo in alcune partite, la scelta di cambiare modulo non ha reso quanto sperato: con la formazione a specchio.

Ieri abbiamo avuto solo una conferma di come il modulo a specchio renda solo la squadra ancora meno capace di creare gioco, soffrendo comunque il possesso palla avversario. La Juve avrà anche segnato a causa di due regali della difesa nerazzurra, ma non si è stati capaci di sporcare i guantoni di Buffon fino al 90esimo, a partita ormai finita. I precedenti erano già negativi: con la Fiorentina, dopo le 5 vittorie di fila di inizio stagione, in casa con la viola Mancini schiera per la prima volta la difesa a 3, calando a picco contro la squadra di Sousa, decisamente più in palla con quello schema di gioco. Un'altra partita giocata a 3 in difesa per schierarsi come l'avversario, è stata a Torino con i granata. Il match finì bene per fortuna grazie al gol di Kondogbia, ma fu una delle prestazioni peggiori dell'Inter di quest'anno, salvata da Handanovic in giornata di grazia.

Non è l'Inter una squadra che può giocarsela a viso aperto con tutte, non può permettersi di scoprirsi, tanto più in trasferta e soprattutto in questo momento l'Inter ha bisogno di un modulo specifico, su cui lavorare ogni giorno così da finire la stagione con le idee chiare e provare, ora che la difesa non è più irresistibile, a creare gioco e rendersi più pericolosi in attacco.

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