Felipe Melo: "Su di me dette tante falsità. Ringrazio Mancini per avermi voluto a tutti i costi"

Felipe Melo:

Sulle colonne Tuttomercatoweb è presente un'intervista rilasciata dal centrocampista nerazzurro, Felipe Melo, al mensile Calcio2000. Il brasiliano ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera.

A partire dalla sua prima esperienza in Spagna, al Maiorca: "Non scelsi io la Spagna, ma il club scelse me. In quel momento non avevo tante opzioni. Trattai con Porto e Benfica, ma non trovammo l'accordo. L'ultimo giorno di mercato, poi, arrivò la possibilità di raggiungere Cuper e la colsi al volo".

Poi il passaggio al Racing Santander prima e all'Almeria dopo: "Giocai poco al Mallorca, ma scesi in campo nelle ultime gare del campionato, quelle decisive. Al Racing venni impiegato da esterno sinistro o destro, e non fu facile per me. All'Almeria, invece, esplosi. Dico 'grazie' all'allenatore di quella squadra, Emery. Un tecnico davvero incredibile che mi aiutò tanto nella mia crescita professionale. Quella fu una stagione indimenticabile, bellissima".

Dopo l'avventura in Spagna, lo sbarco in Italia, alla Fiorentina: "Annata meravigliosa. La Viola rappresentò il primo, vero grande club per me. Conservo ricordi bellissimi della città, della squadra e della società. Dopo i primi mesi, ero già amatissimo. Uscivo di casa e dovevo firmare 70-100 autografi. Tutto incredibile. Giocammo subito la Champions League. La Fiorentina occupa un posto speciale nel mio cuore, anche se, trasferendomi alla Juventus, ho scontentato tante persone".

L'ottima stagione con la maglia della Fiorentina destò l'attenzione dei maggiori club italiani, tra cui la Juventus, squadra in cui Felipe Melo si trasferì per una cifra attorno ai 25 milioni di euro: "Il fatto di essere costato tanto non mi pesò. Ci sono giocatori che, pur giocando male, sono sempre stimati dal pubblico. Altri, invece, non piacciono anche se giocano bene. Basta che qualcuno inizia a dire che sei scarso e la gente comincia a pensarlo veramente. Quando arrivai a Torino dicevano che io e Sissoko, in quel momento la coppia centrale titolare, eravamo il duo più forte d'Italia. A fine anno, non avendo vinto nulla come squadra, diventammo scarsi. Eppure giocai sempre da titolare. Ma il mio ricordo di Torino resta positivo, imparai molto".

L'avventura in bianconero terminò senza rimpianti e il brasiliano decise di abbandonare l'Italia e decise trasferirsi in Turchia, al Galatasaray, nonostante le diverse offerte provenienti da alcuni top club europei: "Sono sincero, non fu facile accettare. C'era il Manchester City che mi voleva e avevo già un pre-accordo con il Paris Saint Germain, dove c'era Leonardo. Ma, sono onesto, il Gala arrivò con un'offerta importante a livello economico. Ci pensai, c'era Taffarel, chiesi a diverse persone e alla fine scelsi di andare in Turchia. Trovai una tifoseria spettacolare. Vinsi subito diventando importante per la squadra. Parliamo di anni bellissimi e ricchi di soddisfazioni, sia in campo che fuori".

Questa estate, però, è arrivata la chiamata da parte di Mancini, al quale Melo non è riuscito a dire di no: "Ho sempre voluto Milano e sono contento che il mio desiderio si sia realizzato. Devo ringraziare anche Mancini che mi ha voluto a tutti i costi".

Infine, un commento sul suo carattere, troppo spesso considerato come cattivo: "Si sono dette tante falsità su di me, come per esempio le parole che mi hanno attribuito su Higuain. Non le ho mai pronunciate. Oppure quando hanno detto che avrei menato Balotelli. Non è vero, anche perché sono un suo amico. Io non sono cattivo, sono determinato a fare di tutto per la mia squadra che è una cosa diversa".

 

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Roberto Bernocchi
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