Zanetti: "Non capisco le critiche a Messi, lui è diverso da Maradona. Il Fenomeno? Il più grande numero 9 del calcio"

Zanetti:

Javier Zanetti ha rilasciato un'intervista ad giornale francese. Ecco le sue dichiarazioni.

NAZIONALE - "Io, Bielsa e Messi non abbiamo mai vinto un titolo con la nazionale? E' vero, per un motivo o un altro abbiamo sempre soltanto sfiorato la vittoria. Non scorderà mai la Coppa America del 2004: dominammo in quel torneo, arrivammo in finale contro il Brasile. Giocammo meglio, ma Adriano pareggiò alla fine della partita e poi perdemmo ai rigori. L'importante, però, è onorare sempre la maglia della propria nazionale. Non capisco le critiche rivolte a Messi perché non ha vinto con l'Albiceleste: lui e Maradona non sono paragonabili, perché sono giocatori diversi di epoche diverse. Maradona è stato unico, Messi fa cose uniche. Leo ha vinto 5 palloni d'oro, 4 Champions e ha realizzato 97 gol in un solo anno: cosa si vuole di più da un giocatore? Messi è un ambasciatore dell'Argentina nel mondo, non serve un titolo con la nazionale per certificare la sua bravura".

BIELSA VS MOURINHO - "Bielsa dice che ha preferito guadagnarsi il rispetto dei club piuttosto che vincere titoli? Lui ha dato davvero molto al calcio argentino, peccato che non ricordiamo le sue vittorie. E' impossibile che lui non piaccia a qualcuno: è esperto di calcio, onesto e dà tutto. Bielsa è un grande tattico, prepara le partite perfettamente, ma anche Mourinho è così. Mourinho a differenza di Bielsa ha vinto molti trofei? Dipende da come guardi il calcio, alla fine può vincere sempre uno solo, successo e fallimento così come arrivano, passano".

ITALIA E ARGENTINA - "Mi sono integrato bene in Italia, mangio pasta due volte al giorno: è così buona che la considero anche un secondo. La carne argentina? All'Inter la facevamo, la cucinava Samuel".

RONALDO - "Ronaldo credo sia stato il 9 più forte della storia del calcio. Quando venne all'Inter si ambientò subito al calcio italiano, che all'epoca era il più difficile. Avevo un buon rapporto con lui, a volte ancora ci sentiamo e occasionalmente ci vediamo a qualche evento. Per il calcio fu un peccato che subì quei gravi infortuni. Più difficile marcare Ronaldo o Messi in allenamento. Dico Ronaldo perché ce lo avevo agli allenamenti tutti i giorni, ma anche marcare Leo è molto difficile".

SIMEONE - "Era un grandissimo giocatore, sapevo che sarebbe diventato un ottimo allenatore. In futuro lui tecnico dell'Argentina? Perché no!"

CARRIERA - "Sono fortunato ad aver giocato così tanto, fino a 40 anni, ma senza il lavoro quotidiano è impossibile diventare grandi giocatori, e questo vale anche per chi ha talento già di suo. Ho segnato pochi gol in carriera, certo quello segnato nel mondiale contro l'Inghilterra fu speciale, colpii la palla meglio di quanto avrei mai potuto immaginare".

Fonte: So Foot

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