Guarin, quale il futuro? Il colombiano sembra aver perso posizioni nelle gerarchie di Mancini

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Fredy Guarin: croce e delizia, cuore nerazzurro e giocatore in partenza, fenomeno e mediocre. Come in tutti i calciomercato che si rispettino (almeno quelli degli ultimi 2/3 anni) il centrocampista colombiano è al centro di mille discorsi.

Le sue prestazioni, molto spesso, sono state senza vie di mezzo. Difficilmente il voto in pagella del giocatore si è mai assestato sul 6/6,5, perché Fredy non conosce mezze misure. O ringhia sugli avversari, corre per due, si propone e risolve le partite, come dimostra ad esempio l’ultimo derby di campionato, o passa il match nel totale anonimato e a tratti risulta irritante, come ad esempio nella prestazione fornita ieri contro l’Empoli. Ora il Guaro si trova al centro di mille voci sul calciomercato. Chi lo da per partente e chi continua a ritenerlo il cocco del Mancio.

A prescindere da ciò, Ausilio e la società si trovano ad un bivio: o si punta sul giocatore in maniera definitiva o si cerca di monetizzare e si decide di far crescere ed esplodere definitivamente promessi top player come Kondogbia e Brozovic.

I pro a tenere il colombiano potrebbero essere più d’uno e non solo sul piano tecnico. Guarin sembra perfettamente inserito nel gruppo del Mancio, sembra in sintonia con allenatore, compagni e società e sembra essere uno dei più propositivi e fondamentali nello spogliatoio. Non solo. Tenere un giocatore d’esperienza, magari non titolare, potrebbe risultare molto utile soprattutto nel corso della stagione, quando le forze verranno meno e la battaglia si farà dura.

Monetizzare da una sua cessione potrebbe far finalmente e definitivamente sbocciare i maturandi Kondo e Brozovic, farebbe respirare le casse nerazzurre sempre in affanno liberandosi anche di un ingaggio pesante di un giocatore che comunque ha compiuto 29 anni e potrebbe permettere di investire quei soldi in un giovane di belle speranze, magari nello specifico qualcuno che al momento veste la maglia della Merengues ma, a causa della serrata concorrenza, non trova molto spazio. Per Ausilio e per Guarin il tempo stringe ed il momento delle parole sembra arrivato al capolinea…

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