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Editoriale – La paura fa 90. Ora si inizia a fare sul serio

La prima preoccupazione di Davide nell’affrontare Golia era l’Idea di Golia. Prima ancora di ricevere un colpo dal gigante c’era in lui l’idea e la preoccupazione che al primo errore Golia avrebbe potuto colpirlo e sarebbe stata la fine.
E quel pensiero è proprio ciò che può farti commettere quell’errore fatale. Vista dal lato opposto, quando un nemico fa paura solo al sentirlo nominare significa che ha già fatto più di metà dell’opera, vuol dire che è diventato grande, maturo e con lui non si scherza più.

Per tornare ai giorni nostri ed alla semplice realtà del campionato italiano, l’Inter non scherza più.
Gli altri parlano ma la banda Mancini macina punti, gol e gioco e vuol diventare grande e fare sul serio.
Mentre i tromboni discutono i Mancio boys lanciano un segnale, Il segnale al campionato.

L’Udinese è un’ottima squadra, non perde in casa dal 6 settembre e non subisce gol a Udine dal 5 ottobre.
Ma veder entrare nella ripresa, al posto di un grande numero 10 come Jovetic che tra l’altro ha segnato il gol che ha tagliato le gambe agli avversari, uno dei centrocampisti più in forma in Europa, un certo Brozovic, è uno spettacolo ed un gran segnale al cuore ed allo spirito.
L’Inter fa poker al Friuli, anche se la partita è stata davvero strana.

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Il Mancio lucida l’argenteria e schiera l’artiglieria pesante: un centrocampo fisico e lucido a supporto della classe con Perisic, Jovetic, Ljajic ed il killer Icardi.
Tre errori, tre gol, poi il gol della domenica, forse del mese o dell’anno di Marcelo Brozovic.
Icardi, Jovetic, Icardi e l’Inter vola. Epic Brozo la ciliegina sulla torta di una splendida orchestra.
L’Udinese impone ritmi molto alti ma l’Inter c’è, risponde colpo su colpo ma la paura fa 90 ed al primo errore, anzi ai primi 3 errori fulmina gli avversari. Il resto è possesso palla, allenamento e supremazia, più mentale che fisica.

La mano dell’allenatore si vede eccome, il sacrificio di Perisic, la corsa di Ljajic, la diagonale all’altezza della trequarti al minuto 74 per recuperare palla di Guarin, la gioia di un gruppo unito, compatto, felice e finalmente consapevole di sé stesso e dei propri mezzi.

EpicBrozo EpicInter, ora si fa sul serio. Giù la maschera, in alto i cuori, l’Inter c’è e lo show, comunque vada è appena cominciato.