CdS - Salsano: "Ecco il mio Mancini tra scherzi, segreti e scudetti"

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Spesso passa inosservato un collaboratore silenzioso, anche nella Sampdoria scudettata del 1991 i nomi che si fanno sono solo quelli di Vialli&Mancini, tutto attaccato come fossero una cosa sola, ma ci si dimentica di chi Mancini lo conosce da quasi 30 anni e lo svela al Corriere dello Sport, stiamo parlando di Fausto Salsano.

"Ci conosciamo dal 1984, eravamo compagni alla Samp, io di ritorno dal Parma, trovo un Mancini che a 20 anni è già un leader e un campione, all'inizio avevo un pò di suggestione perché nonostante fossi più grande di 2 anni ero alla mia prima esperienza in serie A"

"Giocare con Mancini era stimolante" prosegue Salsano, "Aveva un carisma e una personalità pazzesche, era anche uno esigente, ho perso il conto dei suoi rimproveri in campo, voleva sempre la palla veloce e in verticale, quando non gli arrivava con i tempi giusti erano guai".

Un Mancio carismatico che in carriera ha spesso litigato con arbitri, compagni e avversari: "Le litigate con me sono sempre rimaste sul campo perché negli spogliatoi si ritornava amici e ci frequentavamo anche fuori dal campo, che gruppo quello dello scudetto, tra gli scherzi ricordo che lui, Lombardo e Vialli erano a conoscenza della mia paura per le malattie, un giorno dopo un contatto con Mannini che sanguinava mi fecero credere che Moreno fosse malato e che potesse contagiarmi".

Roberto Mancini quasi segreto e scaramantico: "Non parlerei di scaramanzie, al massimo segreti e gesti che ripete da tempo. A molti non faccio più caso, per esempio non gli piace cenare in 13 allo stesso tavolo o che gli venga passato il sale, ma poi ha altri pregi, tipo nel vestire è il top, ha un gusto incredibile e non sbaglia un capo d'abbigliamento, cosi come per le macchine".

Un Mancini diverso nel tempo:"E' cambiato molto, prima era un giocatore, oggi un allenatore affermato con esperienza internazionale notevole e ha vinto ovunque, prima di agire si prende più tempo e pondera bene la situazione, se ripenso a quella volta con Nicchi in un Samp-Inter del 5 novembre 1995 dove fece di tutto per farsi espellere dopo un netto rigore negato ora trovo un'altra persona, l'esperienza inglese lo ha aiutato".

Il Mancini allenatore poi fa un regalo a Salsano: "Estate 2004, mi squilla il telefono, dall'altra parte c'è Roberto che mi dice: vado ad allenare l'Inter, vieni con me? Fu una grande dimostrazione di amicizia".

Cosi il Mancio allenatore che non va più frenato: "Si consulta con me e con lo staff ma quando non chiede è perché ha già preso una sua decisione. In quei casi è un treno e ti travolge se provi a fermarlo".

Poi un'ultima piccola frecciatina da parte di Salsano: "Se devo scegliere un rimprovero da fargli dico che in Nazionale avrebbe potuto far di più, con la sua classe poi".

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