GdS - Il FFP, condanna o speranza?

GdS – Il FFP, condanna o speranza?


A legger di sanzioni, rosso in bilancio e traguardi europei come miraggi sembra che all’Inter sia il momento della disperazione.

Ma non è cosi.

Secondo La Gazzetta dello Sport il primo passo per un futuro migliore è quello di realizzare plusvalenze e accesso in Europa league, per rientrare nel deficit di 20 milioni nel 2015/16, a meno che non convenga pagare la multa e realizzare una serie di mosse per la nuova gestione del club.

Le sanzioni Uefa non stravolgono i piani dell’Inter, l’impresa di Erick Thohir, arrivare all’autosufficienza, è stata sempre vista come un miraggio in base alla gestione precedenza con la figura dell’azionista mecenate.

Il patteggiamento impone all’Inter un deficit massimo di 30 milioni per la prossima stagione e il pareggio del bilancio per il 2016/17, obiettivi proibitivi guardando ai dati dell’ultimo bilancio disponibile, quello chiuso al 30 giugno del 2014 con una perdita consolidata di 103 milioni con ricavi a 167, stipendi a 116 e ammortamenti a 74.

Punto del FFP non considerare le spese “virtuose” cioè quelle per infrastrutture, vivai e progetti sociali, di queste l’Uefa non tiene conto in sede di bilanci, ora è possibile anche la detrazione delle spese di utilizzo stadio, ossia il canone di 5 milioni che l’Inter paga al comune di Milano.

Il rosso cosi scenderebbe intorno ai 90 milioni, ancora troppi per i parametri Uefa, cosi il club nerazzurro dovrà realizzare plusvalenze, sia con i nomi di grosso calibro che con i giovani che ha sparsi in giro e a costo zero in bilancio. Incrementare i ricavi sarà l’altro input, dal minimo garantito di Infront al contratto Nike per arrivare allo sviluppo di global sponsorship richiesto da Michael Bolingbroke per arrivare poi alla cura dimagrante sugli stipendi e una qualificazione in Europa League in grado di portare tra i 10 e i 15 milioni.

L’alternativa, un Inter senza coppe, farebbe fare qualche sacrificio in più facendo prevalere l’austerity, con due possibilità, lasciar la squadra cosi com’è e quindi non in grado di qualificarsi alle coppe oppure fare uno sforzo in più per l’organico pagando la prima rata di 7 milioni della multa condizionale sperando nel colpaccio Champions che garantisce almeno 40 milioni, linfa vitale per il pareggio di bilancio nel 2016/17.

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