Game over, ancora. Che ne sarà dell’Inter?

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Senza dubbio l’eliminazione dall’Europa League è solo la ciliegina sulla torta di una stagione fallimentare che si poteva almeno in parte salvare ma che finirà in quel nebuloso e indefinito periodo di transizione che dura ormai dal 2010. Sembra che ancora vadano smaltite del tutto le scorie del post-Triplete.

Forse quello rappresenta davvero l’Anno Zero, un evento talmente grande e unico che piuttosto che essere il punto di partenza per un’Inter di caratura mondiale è stato un punto di arrivo, perchè dopo quella stagione il club ha perso in maniera esponenziale il marchio della grande squadra. Nel frattempo la società milanese ha fatto in tempo a cambiare Presidente, gran parte di dirigenza, numerosi allenatori e staff tecnici e tanti, forse troppi giocatori.

Fin dalla fine della stagione successiva a quella della Grande Inter si parlava proprio di periodo di transizione per giustificare l’evidenza di aver perso lo smalto vincente in tempi da record, attribuendo la colpa agli allenatori, alle scelte societarie e ai giocatori. Gli ultimi sprazzi di un’Inter vincente risalgono alla breve parentesi nerazzurra di Rafa Benitez o meglio a essere precisi a quella Coppa Italia vinta con Leonardo in panchina nel maggio 2011. Sembrano essere passati anni luce.

Nel mentre l’Inter ha cambiato pelle, trasformandosi o per meglio dire rimodernandosi con un Presidente che la reputa più un’azienda che una grande famiglia come fatto per anni dai Moratti. Ma forse non è qui il problema, resta il fatto che sono ben 4 anni che l’Inter nemmeno col binocolo riesce a vedere un trofeo e in tutti quei casi in cui almeno a parole sono state espresse grandi speranze, queste sono state immediatamente smentite.

Con la sconfitta di ieri sera anche la stagione 2014-2015 ha assunto ufficialmente il titolo della Stagione di Ricostruzione, la quarta per l’esattezza. Per la quarta volta consecutiva un club con una grande storia e un grandissimo passato recente si ritrova a veder sfumare già da marzo tutti i propri obiettivi stagionali, relegando il finale di stagione ai tradizionali titoli di coda che portano solo noia e mai piacere, perchè indicano che lo spettacolo è finito. Anzi nelle ultime annate non è mai iniziato.

In questi casi si ha in genere la speranza che la stagione successiva possa vedere un cambio di rotta, magari improvviso, casuale e sorprendente. Perchè tutto è possibile nello sport. Ma per l’Inter sorgono ulteriori dubbi, stavolta legati non solo alle difficoltà tecniche di costruire una squadra finalmente all’altezza del nome che porta ma anche alle vicende UEFA che coinvolgono il club di Thohir. Chissà quali saranno le conseguenze delle sanzioni per il Financial Fair Play e quale sarà l’effettiva reazione della società che quasi sicuramente dovrà fare a meno degli introiti derivanti dalla partecipazione alle Coppe.

Per troppo tempo tutto l’ambiente si è illuso di poter tornare grande e subito. Sarà stato l’ottimismo di Mancini, la passione per questi colori o chissà che cosa. Resta il fatto che sarà d’obbligo qualche partenza illustre e che sarà ancora più difficile riuscire fin da subito a portare in alto questo nome con la mancanza di liquidità. E soprattutto una domanda per mesi attanaglierà tutti coloro che seguono o amano questa squadra: che ne sarà dell’Inter?

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