Harakiri-Inter, un 3-3 che vale quasi come un bicchiere mezzo vuoto

Harakiri-Inter, un 3-3 che vale quasi come un bicchiere mezzo vuoto


E’ inutile, la Pazza Inter non si smentisce mai. Peccato che negli ultimi anni l’accezione di “pazza” sia raramente legato a vittorie rocambolesche in rimonta o nel finale di gara bensì sia più spesso sintomo di pura “follia sportiva”, una sorta di suicidio sempre sportivamente parlando naturalmente.

Strano che alla fine di un turno di andata e ritorno la squadra di casa che ha subito tre gol e sarà obbligata a vincere in trasferta esulti come una vittoria mentre gli altri, quelli che hanno fatto ben tre gol in trasferta e potranno fra le mura amiche conquistare una qualificazione alla portata, escano dal campo a testa bassa.

Mondo alla rovescia? No, è semplicemente l’Inter. Quella squadra pazza in grado di mettere in discussione una qualificazione che al 13′ sembrava addirittura una pratica agevole e che nel giro di pochi secondi ha saputo far riaccendere uno stadio intero con delle disattenzioni difensive che sono il vero punto debole di questa squadra ormai da anni.

Prendere quelle due reti in poco più di un minuto non era abbastanza visto che grazie a un grande regalo del portiere avversario (un errore assolutamente non da scenario europeo) i nerazzurri sono riusciti comunque a chiudere in vantaggio un primo tempo surreale, folle, pazzo, da Inter. Un inizio effervescente con subito un Shaqiri in grande evidenza e una partita che sembrava essersi messa in discesa proprio dopo le reti (anche queste con contributo degli avversari) firmate proprio dall’ex Bayern e da Palacio.

Nemmeno il tempo di cullarsi della propria apparente superiorità che è arrivato il classico calo mentale e fisico che da anni impedisce a questa squadra di fare quel salto di qualità che viene smentito in ogni occasione in cui se ne torna a parlare, come fatto negli ultimi giorni dopo le belle prove contro Palermo e Atalanta.

Due gol pittoreschi, frutto di deconcentrazione e ingenuità che hanno fatto tornare in partita un Celtic che sembrava poter fare ben poco in quel momento della gara e sembra quasi che le imprese facili non siano gradite da questa squadra. Ecco che anche nel secondo tempo quella situazione di vantaggio non solo non viene accentuata sprecando in contropiede più di una chance (sempre per errori di misura o poca lucidità) per chiudere i conti ma viene anche lasciato spazio alla beffa finale firmata dall’appena entrato Guidetti in pieno recupero che ha infiammato un Celtic Park stracolmo.

La squadra ha bisogno di crescere e prendere fiducia ma se da anni non centra tre vittorie consecutive evidentemente la sicurezza sarà sempre precaria e la situazione difensiva di stasera ne è la prova più lampante. Adessio occhio al ritorno, perchè un 3-3 in trasferta per l’Inter può significare tanto ma anche pochissimo.

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