Mancini e il rombo magico

Mancini e il rombo magico


Dall’insediamento di Mancini sulla panchina dell’Inter, i moduli provati sono stati innumerevoli. Subito il tecnico jesino aveva lamentato una carenza di uomini nei ruoli chiave del suo sistema di gioco: le ali offensive. Il mercato invernale è stato improntato appunto per cercare dei profili di giocatori offensivi capaci di giocare sull’esterno. Sono arrivati Podolski e Shaqiri che nello scacchiere tattico del Mancio avrebbero dovuto ricoprire le zone esterne dell’attacco in un 4-2-3-1.

I risultati sono stati altalenanti, pochi punti raccolti ed una solidità di squadra che sembrava smarrita. Poi la svolta. Mancini ha provato a mettere un centrocampo a rombo e due punte. Un rombo magico, perchè dopo questo cambio tattico l’Inter ha cominciato a giocare. I primi sentori nella partita beffa contro il Napoli, in cui i nerazzurri avevano imposto il proprio gioco. Poi le ultime vittorie con Palermo e Atalanta.

Con questo nuovo modulo a giovarne è soprattutto il centrocampo. Con tre uomini nel mezzo si copre meglio il campo, e si possono sfruttare le innumerevoli mezzali che l’Inter ha in rosa. Poi la duttilità tattica di Shaqiri gli permette di agire in maniera egregia dietro le punte. Insomma l’Inter sembra aver trovato una quadratura tattica.

Per il momento Roberto Mancini ha accantonato il progetto con le ali offensive, anche perchè con il rombo di centrocampo sono esaltate le caratteristiche di giocatori come Guarin e Brozovic. Il colombiano è in uno stato di forma incredibile e con questa collocazione tattica riesce a rendere al meglio. Il croato velocizza la manovra con tocchi rapidi e precisi e si è subito conquistato un posto da titolare.

Per adesso Hernanes e Kovacic sono in panchina, ma pronti a dare il loro contributo in uno scacchiere anche a loro molto congeniale, nella speranza che ci sia una continuità di prestazioni convincenti e risultati.

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