DiMarzio.com – Yann M’Vila e l’Inter ai titoli di coda

Yann M’Vila, l’Inter e  amore mai definitivamente sbocciato. La goccia definitiva sul rapporto ormai raggiunto al capolinea tra il centrocampista francese e la società meneghina è arrivata direttamente dalle parole del suo tecnico Roberto Mancini alla vigilia della gara contro l’Empoli valevole per l’ultima giornata del girone d’andata.

L’allenatore jesino ha spiegato che il mediano transalpino è reduce da un infortunio, ma anche quando sarà nella migliore condizione non potrà garantirgli quello spazio che desidera e ha ripassato la palla al diretto interessato per tutte le sue personali valutazioni.

Una presa di posizione sicuramente importante e che spingerà il giocatore definitivamente lontano da Milano dopo soli sei mesi di permanenza. M’Vila ha firmato con i nerazzurri il 15 luglio 2014, sottoscrivendo un contratto quadriennale da 1,2 milioni di euro e la dirigenza di Corso Vittorio Emanuele aveva sborsato subito al Rubin Kazan un milione per il prestito oneroso e accordandosi sui 9 per l’eventuale diritto di riscatto a fine stagione.

Un riscatto che sicuramente non avverrà in quanto il club vorrebbe girare il giocatore in prestito già durante questa finestra di mercato invernale, con le sirene inglesi di QPR e West Ham pronte a sfidarsi e a trattare con l’agente e il Rubin Kazan per la formula giusta ed assicurarsi le sue prestazioni.

Yann M’Vila, classe ’90, aveva attirato le attenzioni del club nel corso della precedente stagione e l’obiettivo era quello di comporre una mediana di quantità con Medel per favorire il talento e l’estro degli altri centrocampisti in rosa, ma una cattiva condizione fisica dettata dagli infortuni e un carattere spigoloso ne hanno minato il suo utilizzo sia con la precedente gestione Mazzarri che con l’attuale di Mancini.

In totale solo 8 presenze in campionato, 6 in Europa League senza nessuna segnatura e soprattutto un rendimento al di sotto delle previsioni. Si sta parlando di una risoluzione amichevole del contratto e l’ipotesi sembra ogni giorno che passa sempre più che percorribile.