GdS – Mancini, sfida alla vecchia rivale

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Per Roberto Mancini quella contro la Roma non potrà mai essere una partita banale per quello che è stato il suo passato sia da calciatore che da allenatore. La Gazzetta dello Sport riporta come il tecnico di Jesi abbia affrontato già 50 volte i giallorossi in maniera equamente divisa: 25 volte da giocatore e 25 da allenatore, con un bilancio anche positivo visto che in totale vanta 20 vittorie, 16 pareggi e 14 sconfitte. A queste bisogna anche aggiungere 7 gol segnati e soprattutto, da allenatore, un gran numero di trofei contesi (e spesso vinti) ai danni dei romanisti specialmente nel triennio 2005-2008.

In quelle tre stagioni infatti Inter e Roma si sono giocati tutti i trofei nazionali e anche da questo punto di vista il bilancio sorride ai nerazzurri che nello scontro diretto hanno vinto una Coppa Italia, due Supercoppa e uno Scudetto a differenza dei successi avversari in due finali di coppa Italia e una Supercoppa. Non mancano partite storiche e rocambolesche fra le due squadre come la grande rimonta dell’Inter di Mancini nel 2006 in Supercoppa da 0-3 a 4-3 ai tempi supplementarti oppure la schiacchiante vittoria del 2007 per 6-2 cui la Roma liquidò l’Inter all’Olimpico, praticamente ipotecando il trofeo di quell’edizione.

Rispetto alla prima esperienza del Mancio sulla panchina nerazzurra sono cambiati molti volti a partire dalle figure di Ibrahimovic e dei veterani che hanno lasciato l’Inter nelle ultime due stagioni, mentre sebbene la Roma sia anch’essa cambiata, questa continua a fare affidamento sull’eterna bandiera Francesco Totti, per il quale Mancini ha speso parole al miele: “Uno dei più grandi di sempre, ha vinto meno di quanto avrebbe potuto ma la sua storia è simile alla mia: ha sposato una causa per tanti anni. Resta una soddisfazione anche questa: ha un’intera città che lo ama”. Nonostante il passato da laziale Mancini ha sempre un ottimo ricordo della capitale e dell’aria respirata nei passati derby di Roma: ”Ho vissuto là e abbiamo giocato tanti derby, ma mai ho nutrito sentimenti negativi contro i giallorossi. Sono sempre stati grandi match e lo sarà anche questo”. 

Però, parole dolci a parte, il tecnico ha ribadito in conferenza stampa come l’Inter, per il solo nome che porta, debba sempre giocarsi ogni partita e mai partire sconfitta nonostante affronti un avversario di più alto livello: ‘‘Noi siamo l’Inter. Serve la giusta mentalità, una prestazione da squadra che va a giocarsela, anche a costo di commettere degli errori. Per fare un grande match serve che tutti si adattino”. A tal proposito, anche un riferimento a Kovacic che sarà di nuovo relegato al ruolo di esterno d’attacco: ”Kovacic deve mettersi in testa che col suo talento può giocare ovunque. Può fare la mezzala, l’esterno e il trequartista. Al City avevo Silva, arrivato come centrale e diventato il miglior esterno d’attacco della Premier League”. 

Idee chiare per Roberto Mancini che quindi ritiene che con spirito di adattamento e mentalità propositiva nessuna impresa è impossibile.

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