Guarin sulle orme di Stankovic?

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L’avventura all’Inter di Fredy Guarin è stata fin qui sicuramente molto travagliata sia per i numerosi alti e bassi delle sue prestazioni sia per le numerose vicende di mercato che l’hanno riguardato negli ultimi mesi. E’ noto a tutti come per qualche ora ufficiosamente nemmeno fosse più un  giocatore dell’Inter quando lo scorso gennaio lo scambio con Vucinic era ormai cosa fatta ma anche nell’ultima sessione estiva di mercato pare che la società abbia cercato fino all’ultimo giorno una sistemazione per il colombiano per disporre di nuove risorse economiche a sua volta da investire nel mercato in entrata.

Una volta chiuso il mercato, il Guaro era stato integrato nuovamente nel progetto anche attraverso le parole di elogio di Mazzarri e dello stesso presidente Thohir pur se come elemento non di primo piano ma sempre pronto a subentrare a gara in corso per mettere le proprie qualità a disposizione della squadra. Nonostante l’avvio non esaltante dei nerazzurri, l’ex Porto è spesso stato incisivo proprio da subentrante segnando contro Sassuolo e Napoli anche se questo processo di crescita si è  interrotto con l’infortunio di inizio ottobre dal quale ora è pienamente recuperato.

Con il ribaltone in panchina che ha visto l’arrivo del Mancio, la storia interista di Fredy potrebbe godere di un ulteriore rilancio a partire dall’importante derby di domenica. Per il cambio di modulo imposto dall’allenatore di Jesi, Guarin potrebbe diventare un elemento utilissimo come interno nel 4-3-1-2 con cui l’Inter ha ottenuto i primi successi proprio con Roberto Mancini e chissà che il colombiano non possa diventare fondamentale come era proprio Dejan Stankovic nello scacchiere interista.

I due giocatori sono indiscutibilmente diversi ma possiedono delle caratteristiche che allo stesso modo possono diventare importanti come ad esempio il tiro da fuori (con cui spesso proprio nei derby il drago serbo aveva trafitto gli avversari) oppure la capacità di inserimento che spesso e volentieri porta al gol i centrocampisti, aspetto sicuramente molto curato da Mancini. Stankovic nelle sue stagioni interiste si è anche dimostrato molto abile in fase di interdizione e da questo punto di vista Guarin deve rivedere la sua posizione anche perchè in breve tempo è passato da punta aggiunta a centrocampista con compiti su entrambi i fronti.

Considerando però che il colombiano si è espresso al meglio della sua forma solo nella stagione 2012-2013 con Stramaccioni, se dovesse riuscire a calarsi nel migliore dei modi nel nuovo schema nerazzurro Guarin avrebbe dalla sua parte anche ulteriori qualità che al serbo erano meno espresse come la progressione palla al piede e l’esplosività fisica che in passato ha messo in luce e che proprio con Strama gli avevano permesso di segnare 10 gol fra campionato e Europa League risultando spesso in grado di cambiare le partite.

Il cambio di allenatore allora può essere davvero una manna dal cielo per riacquisire quella fiducia un pò smarrita nell’ultimo anno e mezzo, rilanciarsi non come semplice riserva di lusso ma come titolare e tornare a essere un beniamino dei tifosi che in realtà non l’hanno mai abbandonato, anche nei momenti più bui. Adesso ha una nuova possibilità per tornare in auge e sicuramente sta a lui, fin da domenica, sfruttarla per rendere finalmente degna di nota la sua storia con i colori che ama per sua stessa ammisione.

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