Gds – Vieri: “Trattato come un mafioso, ma l’Inter…”

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Quella tra l’Inter e Christian Vieri è una delle tante incredibili storie che il calcio sa raccontare. Sei anni in nerazzurro, impreziositi da 123 gol, e soprattutto da un amore incondizionato dei tifosi nei suoi confronti. E alla fine un addio quasi nel silenzio, che un campione come lui non avrebbe meritato. Ma l’Inter è rimasta comunque nel cuore del bomber bolognese, che in un intervista a cuore aperto alla Gazzetta dello sport ha parlato dei suoi anni in nerazzurro definendoli i più emozionanti della sua carriera.

“Nonostante tutto non potrò mai odiare l’Inter. Le emozioni provate indossate quella maglia non le ho trovate da nessun altra parte… per questo sono stato profondamente deluso quando ho scoperto che mi pedinavano e intercettavano le mie telefonate. Mi sembrava quasi di essere un mafioso”.

Vieri aveva un rapporto particolare soprattutto con l’ex presidente Massimo Moratti, con il quale si sentiva anche nel cuore della notte. “Moratti mi chiamava anche alle 3 del mattino. Ci sentivamo spesso, e il rapporto era ottimo, fino al 2005. In quella stagione è successo qualcosa, e il rapporto si è raffreddato. Io ho capito che, dopo sei anni, forse era giunto il momento di farmi da parte, e provai a dirglielo. Lui però insisteva nel volermi trattenere, diceva che io, insieme a lui, eravamo i simboli della squadra, e sarei dovuto rimanere al suo fianco. Alla fine sappiamo come è andata, ma se lo incontrassi oggi lo abbraccerei e gli stringerei la mano: ha fatto tantissimo per me e non smetterò mai di ringraziarlo”.

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