Laxalt: "Bello esordire con una doppietta al Milan. La scorsa stagione ho imparato tanto, adesso spero..."

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Diego Laxalt è stato uno degli acquisti della scorsa estate nerazzurra (anche se il suo cartellino era stato bloccato nel gennaio 2013): presentato inizialmente come una giovane promessa del calcio sudamericano era poi stato "scartato" da Mazzarri e mandato in prestito al Bologna, con cui ha disputato tutta la scorsa stagione, terminata con la retrocessione del club emiliano. Oggi lo ritroviamo a Pinzolo, dove sta facendo il ritiro con l'Inter, pur rimandendo sulla lista dei partenti. Per la sua permanenza in nerazzurro molto dipenderà dal mercato in entrata, ma il suo futuro prevede per ora una altra stagione in prestito per ambientarsi al meglio nel calcio italiano.

Il calciatore uruguaiano ieri ha parlato ai microfoni di Inter Channel, raccontando le sue sensazioni attuali e valutando la stagione appena passata a Bologna. "Primo anno? Il mio calcio era differente", ha spiegato Diego, "qui in Italia però ho fatto esperienza, ho giocato tante partite, ho trovato bravi compagni. Insomma ho avuto il tempo di imparare tante cose".

Laxalt ha dovuto lavorare duro per ambientarsi nella sua prima stagione italiana, ma ricorda anche alcune soddisfazioni non da poco. Per esempio quei due gol segnati al Milan: "Bello iniziare così, nemmeno me lo aspettavo", racconta, "Quell'esperienza è stata il primo passo, se inizi bene acquisti fiducia per il resto del campionato".

Ma la differenza rispetto al Sudamerica è davvero così grande? "Nel calcio europeo il livello è più alto," dice Laxalt,  "tecnicamente è più difficile, in Serie A poi non è facile fare gol."

Infine uno sguardo al presente e al suo possibile futuro con l'Inter. Diego la vede così: "Il ritiro sta andando bene, io sono giovane, ho tutto il tempo di imparare, spero di continuare ad allenarmi qui. Tecnicamente mi sento migliorato, in America il campo non è al meglio e si impara a giocare diversamente."

"Il calcio non è solo qualità,", chiude l'uruguaiano, "bisogna sapere cosa vuole il mister, cosa vogliono i compagni con cui giochi e questo riesci a farlo solo con l'esperienza". Diego l'ha proprio capito: con Mazzarri l'esperienza fa la differenza.

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