Ranocchia: “Ci ho provato fino alla fine. Normale essere dispiaciuto, ma sono orgoglioso perchè…”

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Ha sperato, fino all’ultimo giorno disponibile, di sovvertire il primo giudizio di Prandelli e poter rientrare tra i 23 calciatori che faranno parte della spedizione mondiale azzurra, ma alla fine suo malgrado ha dovuto desistere. Il sogno di Andrea Ranocchia non si è trasformato in realtà e la sua avventura brasiliana può dirsi definitivamente conclusa.

Il difensore umbro, già inserito nella lista dei 30 pre-convocati, aveva resistito anche ad una seconda scrematura, vestendo i panni di prima riserva. Preoccupato dalle non ottimali condizioni fisiche di Barzagli e Paletta, infatti, il ct azzurro aveva deciso di portarlo con sè e di farlo subentrare nel caso di un improvviso forfait di uno dei suoi compagni di reparto.

A differenza di quanto successo in occasione di altre esclusioni eccellenti, il centrale (e forse futuro capitano ndr) dell’Inter è uscito dalla porta di servizio senza far rumore. Conscio del fatto di non aver giocato con continuità nell’arco dell’intera stagione, Ranocchia ha accolto con serenità la decisione di Cesare Prandelli, come si evince dalle parole rilasciate ai microfoni di Sky Sport: “E’ normale essere dispiaciuto, perchè tutti vorrebbero prender parte ad un Mondiale. Sono, comunque, molto contento di aver messo in difficoltà Prandelli fino all’ultimo ed orgoglioso di esser rientrato nella lista dei 30 e dei 24, nonostante a gennaio-febbraio abbia giocato pochissimo.

Dopo il caso Destro, reo di aver rifiutato il posto da riserva offertogli dal commissario tecnico, il difensore originario di Assisi spiega di aver dato immediatamente il suo assenso e di aver accettato senza esitazioni la proposta del tecnico ex Fiorentina: “Prandelli mi ha chiesto se ero disponibile a venire in Brasile come 24esimo, visto che alcuni miei compagni non erano al massimo della forma. Io non ho esitato, perchè non si può rifiutare la Nazionale nemmeno per un solo giorno. Ho provato, così, a sfruttare questa possibilità fino all’ultimo”.

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