Materazzi: “Impossibile paragonare Conte a Mou, Josè è unico. L’Inter cerca tre big per alzare il livello. Con l’arrivo di Vidic…”

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In una lunga intervista concessa ai microfoni del quotidiano algerino Le Buteur, Marco Materazzi è tornato a parlare di Inter, tra passato, presente e futuro. Ecco le parole dell’ex difensore nerazzurro:

Perchè l’Inter sta perdendo terreno nelle ultime stagioni?

“Penso che sia conseguenza della politica varata dal club, che vuole ringiovanire la squadra. Negli ultimi anni sono arrivati tanti giocatori giovani e c’è stato un susseguirsi di allenatori e la classifica ne ha risentito. In ogni caso, la qualificazione per l’Europa League resta un traguardo importante, vista la concorrenza. La Juventus è una squadra di un altro livello, la Roma ha fatto una stagione fantastica e il Napoli ha speso 80 milioni per costruire la squadra. Per l’Inter quindi non si può parlare di stagione catastrofica”.

Pensi che la politica del nuovo presidente possa ridare all’Inter il suo splendore?

“Non ho alcun dubbio. I nuovi dirigenti hanno grandi ambizioni e posseggono anche le risorse giuste. Questo è un aspetto molto importante nel calcio moderno. Purtroppo non basta essere ambiziosi. Penso che l’Inter sia alla ricerca di tre giocatori di livello mondiale per alzare la qualità della squadra. L’arrivo di Vidic darà un apporto importante alla squadra. Ci vorranno almeno altri due innesti dello stesso calibro”.

Cosa ha rappresentato per voi Zanetti?

“E’ stato un esempio per tutti. E’ sicuramente un simbolo dell’Inter, essendo stato per 20 anni nel club”. 

Perchè l’Inter non ti ha offerto un ruolo come ha fatto con Cordoba e Zanetti?

“E’ una domanda che andrebbe fatta ai dirigenti, perchè la decisione non spetta a me. Forse a causa del mio carattere forte e per il fatto che dico sempre le cose in faccia senza mezzi termini. Magari questo è un aspetto che non piace a tutti”.

Qual è stata la tua migliore stagione?

“A livello di titoli sicuramente il 2010, abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere. Ma su un piano strettamente personale, credo che il 2006 sia stato un anno irripetibile per me. C’è la convinzione che un giocatore possa essere appagato dopo aver vinto la Coppa del Mondo, ma io ho continuato a lavorare sodo. Avevo ancora fame. Anche dopo essere diventato campione del Mondo”.

Com’è stato il tuo rapporto con José Mourinho?

“È stato eccellente e lo è ancora. José è riuscito a guadagnare il rispetto e la stima di tutti all’Inter. Il rapporto che ho avuto con lui è stato diverso da tutti gli altri. Mi hanno detto che non andavo d’accordo con Benitez perché ero scontento di non giocare, ma la verità è che avevo già deciso di smettere dopo la partenza di Mourinho”.

Si tratta di un vero “Special One”, confermi?

“Sicuro, non ci sono due Mourinho. Molti cercano di paragonare Conte a Mourinho nel modo di preparare le partite, di motivare i suoi giocatori e di parlare con loro, ma così vengono sminuite le qualità di Josè. E’ un allenatore straordinario”.

Ci sarà da rimpiangere la famiglia Moratti?

“I Moratti hanno dato molto all’Inter. Hanno partecipato alla costruzione di questo club. Hanno vinto un sacco di trofei. Se i tifosi dell’Inter devono ringraziare qualcuno, quello è sicuramente Moratti”.

Cosa pensi di Belfodil?

“Non è stato fortunato in questa stagione. Non gli è stata data l’opportunità di mostrare il meglio. Con il Parma era impressionante. Mi ricordo una partita contro il Napoli al San Paolo in cui fece cose fantastiche, creando diversi problemi agli avversari. Quello è il vero Belfodil. Il modo di giocare dell’Inter quest’anno ha frenato il suo slancio”.

E di Taider?

“Aveva iniziato bene, ma ha pagato i risultati negativi della squadra. Mazzarri poi ha cambiato qualcosa e quando le cose stavano andando bene per Taider era difficile riuscire a ritagliarsi un posto. Deve avere molta pazienza”.

 

 

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