ESCLUSIVO – Alborno: “Vorrei tornare all’Inter, ma non sarà semplice. Su Strama e Thohir…”

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E’ stato uno dei protagonisti della Primavera nerazzurra, capace di conquistare, durante la stagione 2011/2012, sia il campionato di categoria che la prima edizione della Next Generation Series. Ha segnato uno dei rigori decisivi che hanno permesso alla squadra di Stramaccioni di salire sul tetto d’Europa contro il più quotato Ajax ed era presente nell’undici titolare che ha avuto il merito di neutralizzare la Lazio in occasione dell’atto conclusivo delle Final eight. Poi, l’arrivo nella serie cadetta e una promozione insperata con la maglia del Cittadella. Stiamo parlando di Rodrigo Alborno, ala paraguayana classe ’93 di proprietà dell’Inter.

In un’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Spaziointer.it,il giovane talento originario di Asunciòn ha parlato del suo passato, della stagione appena trascorsa e del futuro che lo attende.

Il Cittadella ha raggiunto ancora una volta l’obiettivo della permanenza in Serie B, dopo una prima parte di stagione preoccupante…

“La salvezza è stata una vera impresa, perché fino a due mesi fa in tanti ci davano per spacciati. Noi, però, non abbiamo mai mollato e abbiamo raggiunto questo grande traguardo, evitando persino i playout”.

Qual è stato, secondo te, il momento in cui siete riusciti a trovare la forza per reagire? E quale partita è stata quella della svolta definitiva?

“Subito dopo la partita di Crotone, ci siamo riuniti con il mister, ci siamo guardati in faccia e abbiamo promesso la salvezza alla società. Da quel momento, siamo ripartiti con una forza e una cattiveria pazzesca. La partita della svolta, invece, è stata quella contro il Varese. Ci serviva vincere per portarci ad un solo punto di ritardo dai nostri avversari che, in quel momento, erano quint’ultimi. Abbiamo disputato una gara perfetta, vincendo con il punteggio di 5-1. Dopo quella partita, ci siamo resi conto che mancava davvero poco”.

Hai collezionato 25 presenze e due gol in campionato (contro Carpi e Varese ndr), nonostante un infortunio muscolare che ti ha tenuto un po’ di tempo fuori dal campo. Come valuti complessivamente la tua stagione?

“La partenza non è stata delle migliori, perché ho avuto un infortunio due settimane prima dell’inizio del campionato e sono rimasto fuori per un po’. Poi, però, penso di essermi ripreso e di esser stato all’altezza, riuscendo a collezionare tante presenze e a realizzare due reti. E’ stata una stagione molto positiva”.

Sul tuo profilo Facebook hai pubblicato una foto, nella quale sei in compagnia di Di Gennaro e Pecorini, tuoi compagni d’avventura nella Primavera nerazzurra. Sognate di ritornare alla base?

“Penso che tutti e tre desideriamo ritornare a vestire la maglia dell’Inter. Io, personalmente, ne ho una gran voglia, anche se sono consapevole che non sarà un’impresa semplice”.

Cosa succederà il prossimo anno?

“Sinceramente, non so ancora dove giocherò”.

Facciamo un passo indietro e ritorniamo ai tempi in cui tu e i tuoi compagni vincevate Next Generation Series e campionato. Qual è il tuo ricordo più bello?

“Per me tutto ha avuto un sapore diverso, perché era il mio primo anno in Italia e vincere subito entrambi i tornei non è poca cosa”.

Come valuti dall’esterno l’ultima stagione dell’Inter?

“E’ stato un anno un po’ complicato, ma in fin dei conti positivo visto il raggiungimento della qualificazione in Europa League. Quando le cose cambiano, non è mai facile per nessuna squadra”.

Che impressione hai avuto di Thohir?

“Non posso dire molto, perché non lo conosco. Penso, però, che abbia una gran voglia di vincere e di portare l’Inter in alto. Sono sicuro che farà bene”.

Stramaccioni è il nuovo allenatore dell’Udinese. Pensi sia la soluzione giusta per lui?

“Credo proprio di si. E’ ancora giovane e può trarre giovamento da un’esperienza come questa. Lui, poi, è bravissimo e potrebbe fare bene in qualsiasi squadra”.

I Mondiali sono alle porte, quale Nazionale candidi alla vittoria finale?

“Secondo me vincono i padroni di casa, ovvero il Brasile”

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