Xhaka, il talento seguito dall’Inter, si racconta: “Sarebbe bello giocare in Serie A. Il mio ruolo…”

Granit Xhaka è uno dei nomi caldi del mercato dell’Inter. Il Borussia Mönchengladbach valuta il centrocampista 21enne poco più di 10 milioni, i nerazzurri intendono offrirne 5 più Kuzmanovic. Xhaka affascina per doti tecniche, ma anche per una storia particolare, fatta di passioni e battaglie: “Mio padre – racconta alla ‘Gazzetta dello Sport’ – è stato 3 anni e mezzo in prigione per motivi politici. È un indipendentista kosovaro, mi ha insegnato a lottare per ciò in cui credo, ha cresciuto me e mio fratello trasmettendoci amore per famiglia e patria”.

Per questo quando con la sua Svizzera ha affrontato l’Albania le contestazioni degli albanesi lo hanno ferito: “Mi hanno dato del traditore, li capisco. Conoscono le mie origini, non la mia storia. Sono nato e cresciuto in Svizzera. La nazionale albanese non mi ha mai cercato: non potevo rifiutare la chiamata di Hitzfeld. Ho scritto una lettera ai tifosi, per me il problema è superato”.

“Ho scritto anche a Blatter – rivela alla rosea – per sostenere le ragioni del Kosovo e poco dopo, finalmente, la nazionale kosovara ha potuto giocare la prima amichevole. Non nasconderò mai le mie radici e continuerò a battermi per il mio popolo. Fra qualche anno il Kosovo potrà partecipare alle qualificazioni per Mondiali ed Europei, io ci credo”. In quel caso rinuncerebbe alla nazionale svizzera? “La scelta sarebbe difficile”.

Pur giovanissimo, negli ultimi 18 mesi Xhaka è stato il più utilizzato da Hitzfeld: “Guardate il cammino della Svizzera. Samo fortissimi e meritiamo la prima fascia ai mondiali”. In nazionale Granit gioca trequartista, Lucien Favre nel club lo schiera regista: Nelle giovanili agivo da numero 10, Favre mi ha spostato ed è andata bene. Con lui siamo rimasti ai vertici nonostante le cessioni di Reus e Dante”.

In ottica mercato Granit strizza l’occhio all’Italia: “Se ne occupa mio padre ma giocare in Serie A mi piacerebbe. I suoi obiettivi ora sono altri: “Voglio fare bene i mondiali. Li ho sempre sognati e non voglio fallire. Ma sto anche dando vita a un progetto per aiutare i bambini kosovari che hanno perso i genitori in guerra”. Perché Granit Xhaka non è né un calciatore né un uomo comune.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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